20 cose belle è un'idea che ho avuto l'anno scorso per finire l'anno aiutandoti a ricordare che qualcosa di bello era effettivamene accaduto, tra tutte le cose brutte (morti, sventure, pestilenze).
Ho deciso di riproportelo anche quest'anno, perché voglio che diventi un rituale che serva per raccogliere il meglio dell'anno che sta finendo e prendersi un momento per permettersi di sognare selvaggiamente, senza remore e senza paure, per l'anno che verrà.

Ho ripescato il mio foglio dell'anno scorso (non ricordavo dove lo avevo messo, né cosa ci avevo scritto, ops) e, delle idee selvagge che avevo avuto, solo alcune si sono realizzate. Per esempio, la Scozia: volevo andarci fortissimo, era un sogno che avevo da un po' e l'ho realizzato, yey! Ho risparmiato, ho organizzato il viaggio nel dettaglio e via, sono partita. Volevo viaggiare tanto e così ho fatto, non per caso ma perché l'ho messo come obiettivo per il 2017 e quindi ho cercato di unire utile e dilettevole: ho fatto workshop ed eventi live in tantissime città in giro per l'Italia (ho fatto il conto: 15 eventi live in 12 mesi!) che mi hanno permesso di conoscere, incontrare e reincontrare trantissimi creativi e artigiani, mettermi alla prova e posso dire finalmente che mi sento a mio agio a parlare in pubblico.
Invece non sono riuscita a trasferirmi a Torino (not yet) e a fare altre cose che avevo scritto. Ma va bene così! Alcune idee grandiose non erano davvero giuste per me, altre troveranno di nuovo spazio nelle 10 cose belle che mi auguro per il 2018.

Quindi: se avevi fatto questo gioco con me l'anno scorso, è tempo di tirare fuori il foglio e vedere cosa è successo e cosa non è successo. Quali sogni si sono realizzati? E quali no?
Prenditi tempo sia per ragionare sul perché alcune delle cose che avevi scritto non sono accadute che per celebrare quelle che invece sei riuscita a far accadere. Ricorda le cose belle del 2016, che magari le hai già dimenticate!
Ristampa lo scaricabile e ricompilalo, con le 10 cose belle che sono accadute quest'anno e 10 cose che ti piacerebbe accadessero l'anno prossimo. Non trattenerti, non censurarti!

Se sei invece nuova di queste parti, ecco le istruzioni:

1 - Scarica il foglio, a colori o bianco e nero, e stampalo. In alternativa puoi usare un foglio qualsiasi!

2 - Scrivi nel foglio le 10 cose belle del 2017. Anche se per te è stato un anno di merda, sforzati bene, scava nel tuo diario, ripercorri mentalmente ogni mese, vedrai che le trovi. Rovista tra gli avvenimenti personali e del tuo brand, sicuramente c'è qualcosa!

3 - Scrivi  le10 cose belle che speri accadranno nel 2018. Lo so che non hai la sfera di cristallo, ma puoi sognare, no? Puoi anche programmare e progettare, se metti tutto nero su bianco magari ti viene meglio, magari scopri di sognare cose che non pensavi di poter sognare, magari riuscirai a realizzarle!                                                                                                                                                                                                                       
4 - Ora metti questo foglio da qualche parte: appendilo al muro o riponilo in un cassetto, l'importante è che saprai dove trovarlo tra un anno. Io lo metterò, come l'anno scorso, nel mio scrapbook, con l'avviso: aprire a dicembre 2018.

5 - A  fine 2018 torneremo a cercare questo foglio per controllare quali delle cose belle che speravamo o sognavamo che accadessero sono accadute per davvero! Sarà un bel modo per ricordare piccoli e grandi avvenimenti, capire cosa abbiamo fatto per muoverci verso i nostri sogni e per testare le nostre doti di veggente. Soprattutto sarà un modo per ricordare le cose belle, altrimenti ricordiamo solo le brutte e ci deprimiamo. Giusto?

Se vuoi condividi le tue cose belle su Instagram usando l'hashtag #20cosebelle, così le teniamo tutte insieme, facciamo "celo celo mi manca" e l'anno prossimo le troviamo in fretta!

Quali cose belle hai realizzato quest'anno?


La fine dell'anno si avvicina ed è arrivato il momento di fare una recensione completa dell'agenda Daily greatness journal, perché oramai la uso da più di tre mesi, mi sto trovando molto bene e penso potrebbe essere utile anche a te.

Ricapitolo brevemente quanto detto nel post di settembre: ho visto per caso l'agenda su Instagram e mi ha colpito inizialmente per la grafica e il proposito di cambiare la vita, nel giro di un anno. Quindi sono andata a sbirciare sul sito e gli elementi che mi hanno convinta ad acquistarla, nonostante il prezzo superiore alla media, sono stati tre:
1. non ha i giorni numerati, quindi si può iniziare ad usarla quando si vuole;
2. rispecchia il mio gusto grafico (no leziosità)
3. si ripromette di aiutarti a cambiare tutti gli aspetti della vita.

Ecco quindi, dopo tre mesi, il mio parere sull'utilizzo di questa agenda.

Daily greatness journal: le cose che mi piacciono

1. La parte iniziale di brainstorming

All'inizio dell'agenda ci sono un bel po' di pagine che spiegano com'è nata e cosa c'è dietro questa agenda, ovvero il desiderio della creatrice e di chi la usa di cambiare la propria vita in meglio. Sono indicati degli step che secondo lei sono necessari per attuare il cambiamento nella propria vita e, per ogni aspetto della vita, ci sono una serie di domande a cui rispondere.
Poi parte il lavoro vero e proprio, ovvero quello di scrivere scrivere scrivere per capire a che punto si è e dove si vuole arrivare: si inizia dalla pagina del perdono, dove scrivere chi perdonare e perché (compresi sé stessi!), si passa per cosa si è già realizzato nella nostra vita (per ricordarsi quanto già siamo fantastici), per arrivare ai valori, ai sogni, ai perché e, infine, agli obiettivi. Alcune di queste sezioni sono guidate da domande e altre sono libere, il bello è che niente è per sempre quindi meglio scrivere a matita per poter cancellare in seguito, nel caso qualcosa cambi!
A metà di questo percorso di introspezione (meglio prendersi un weekend per farlo) ci sono due pagine: La mia dichiarazione del Perché e La mia Missione. Sono pagine grandi senza domande quindi ci ho messo un po' a capire come andavano usate, ho dovuto rileggere le istruzioni iniziali diverse volte per chiarirmi le idee, ma credo di aver capito: ci vanno queste dichiarazioni, ma non a riempire la pagina! Vanno scritte in poche righe e poi aggiornate ogni tanto. Io metto la data e la dichiarazione, che magari cambierà tra qualche mese, perché nel frattempo avrò capito altre cose su di me. Allora ne aggiungerò un'altra, e poi un'altra, e così via.

2. Gli obiettivi sono per ogni aspetto della vita

Dopo la parte di brainstorming l'agenda passa alla parte finale di questo gigantesco scavare, ovvero all'analisi della situazione attuale riguardo i diversi aspetti della vita (Salute e corpo, Crescita personale, spirituale ed emotiva, Relazioni intime, Socialità e divertimento, Famiglia e amici, Lavoro e carriera, Soldi e finanze, Comunità e generosità) e alla stesura di come arrivare ai risultati che vogliamo ottenere. Ho preso infatti il Daily greatness journal e non il Daily greatness business planner, perché mi è sembrato più sensato, per me in questo momento, cercare di lavorare su tutti i fronti e non solo pianificare il lavoro (cosa che facevo già con altri strumenti).
Il Daily greatness journal mi piace perché va dal micro al macro e viceversa, in un percorso guidato in maniera dettagliata, in modo da non lasciare pezzi per strada. All'inizio può sembrare faticoso compilare tutte queste pagine ma arrivati al punto degli obiettivi e di come raggiungerli, la cosa si fa divertente, perché bisogna compilare due schemi colorati: il primo riprende tutti gli aspetti della vita e per ognuno fa compilare tre campi, Dove sono ora, Dove voglio arrivare, Un'azione massiccia per arrivarci. Il secondo è traducibile con "Planimetria della mia grandiosità" (ok suona meglio in inglese: My greatness blueprint) ed è un approfondimento dello schema precedente. Ancora una volta, per ogni aspetto della vita c'è uno schema che porta dal dove si è ora al dove si vuole arrivare, questa volta però andando nel dettaglio, perché bisogna enunciare il piano specifico, le azioni da fare ed entro quando si vuole raggiungere il risultato. Quindi per ogni aspetto della vita si può stilare un piano di azione dettagliato, in linea con i nostri valori e il nostro perché, che ci porterà al cambiamento. Figo no?

3. Revisione e programmazione

I piani servono a poco se non si effettua una programmazione dettagliata e non si fa una revisione periodica per capire come stanno andando le cose e Il Daily greatness journal aiuta anche in questo. Le unità di misura temporali sono le settimane e i trimestri, che prevedono pianificazione e revisione. All'inizio di ogni trimestre c'è una pagina in cui scrivere 4 obiettivi che si vogliono raggiungere (possono essere anche di meno) e quattro progetti per raggiungerli. Per esempio, se un obiettivo della Blueprint compilata in precedenza è "perdere peso", in questa pagina si può inserire il goal Perdere peso con il progetto relativo, per esempio "mangiare meglio", la cui data di arrivo è a tre mesi e comprende 4 azioni per completare il goal: sentire una nutrizionista, smettere di mangiare fuori a pranzo, prepararsi la schiscetta, evitare di andare su Pinterest a guardare ricette di dolci.
Dato che ci sono 4 obiettivi, si possono mettere tutti diversi oppure, se c'è un obiettivo che pensi di voler raggiungere in tempi minori rispetto ad altri che hanno una "data di scadenza" più lunga, puoi metterlo doppio. Es. potresti mettere un altro obiettivo "Perdere peso" con progetto "aumentare attività fisica" le cui azioni comprendono: andare a piedi a lavoro, registrarsi a corso di yoga, iscriversi ad associazione che organizza trekking nel weekend, comprare attrezzatura adatta (scarpe ecc.).
In questo modo anche gli obiettivi più ambiziosi possono essere scomposti in azioni fattibili.
Alla fine dei tre mesi c'è una pagina di controllo con domande riguardo ai vari obiettivi che ti permettono di ragionare su come stanno andando le cose e, nel caso, cambiare atteggiamento.
Oltre alla programmazione trimestrale c'è quella settimanale: ogni inizio settimana c'è una pagina di planning dove scrivere i 4 obiettivi principali da raggiungere e poi giorno per giorno gli appuntamenti e azioni principali da effettuare. A fine settimana c'è la pagina di revisione della settimana, con domande e schemini.

4. La grafica

La grafica è la prima cosa che mi ha colpito, perché è curata senza essere esagerata. Per tutta la mia cartoleria preferisco uno stile minimalista e moderno, quindi quando ho visto che non c'erano fiorellini e cuoricini ho capito subito che era l'agenda per me, nonostante non usassi l'agenda da qualche anno (e la mia ultima agenda era una moleskine, il top del minimalismo!). Minimalismo non significa sciatteria, e infatti ci sono tante pagine intermedie con citazioni che non sono le solite e scontatissime citazioni motivazionali ma sono state scelte accuratamente per inserirsi nel percorso di cambiamento auspicato dall'agenda. Non ce ne sono tante, sono alcune all'inizio e poi ogni tre mesi, ma va bene così. La grafica delle citazioni è sempre diversa, cosa che rende queste pagine ancora più speciali. La scelta di font e colori dell'agenda in generale è sensata (da ex grafica ci faccio molto caso) e nel complesso mi sembra ci sia una cura superiore alla media (parlo di agende "indie" ovviamente!).

Daily greatness journal: le cose che non mi piacciono

1. Troppo grande

Quest'agenda è un librone! Non me l'aspettavo così corposa, con così tante pagine e così pesante. Questo vuol dire che non è proprio da borsetta, quindi se stai sempre in giro e ti serve un'agenda da portarti dietro, questa potrebbe non essere il massimo, a meno che tu non sia abituata a una borsa super pesante o tu non vada in giro con un trolley. Io lavoro da casa però viaggio spesso per lavoro e in quelle occasioni non me la porto, perché occuperebbe davvero troppo spazio, cosa che a volte mi impedisce di fare la programmazione settimanale e la revisione della settimana (che andrebbero fatte di domenica). 

2. Fa tante domande

Le pagine giornaliere sono ricche di domande e frasi da completare, che sono lievemente diverse di giorno in giorno. Ogni giorno c'è il mindset da stabilire, cosa amo, cosa mi fa felice, per cosa sono grata e ancora e ancora; questo da compilare ad inizio giornata, mentre una seconda parte con altre domande, da compilare a fine giornata. Com'era il mindset? Cosa ho imparato? Quale nuova abitudine ho inserito? eccetera.
Lo confesso, ho compilato queste parti per un po' di tempo ma ora me ne dimentico proprio, perché sono troppo ripetitive e forse non giustificabili per ogni giorno. Forse sarebbe meglio una sola domanda, un solo check da fare, perché diventa faticoso trovare cose nuove ogni giorno, soprattutto per me che faccio una vita abbastanza monotona e ripetitiva. Capisco il risultato che vogliono ottenere ma secondo me lo otterrebbero anche con meno domande. 

3. Gli spazi delle pagine

Ne parlavo anche con Erica di Pretty in Mad, che ha l'agenda business: gli spazi delle pagine potrebbero essere migliorati. La parte di agenda, quella con le ore, è davvero piccola, perché tutto lo spazio è preso dalle domande. Però la pagina è grande, e non è che ogni giorno uno abbia chissà quanto da scrivere in risposta alle suddette domande, quindi secondo me degli spazi per scrivere in più sarebbero più utili, perché questa è pur sempre un'agenda! La sua funziona è quella di permettermi di segnarmi le cose. Se devo usare altri foglietti o addirittura un'altra agenda... perché dovrei spendere quei 50 euro? (39£ più la spedizione, a seconda del cambio ci può arrivare a 50 euri).
Io alla fine spesso scrivo e prendo appunti negli spazi intorno alla pagina che sono liberi, insomma lo spazio me lo prendo e ciaone alle domande, però risulta tutto un po' disordinato.

4. Non è chiarissimo come va usata

Ci ho messo un po' a capire bene come andava usata, come andavano compilate alcune della pagine iniziali e come si usavano le pagine interne; ci sono tante spiegazioni ma forse sono troppe e poco incisive. Ho guardato anche video su YouTube per capire meglio! Forse c'è anche l'effetto "omg troppa roba" che confonde i neuroni e fa sembrare tutto molto difficile. Poi alla fine il succo è che ognuno la usa come crede, io per esempio non rispondo sempre alle domande, i check settimanali li faccio una volta sì e una no e il planner settimanale lo uso come promemoria generico più che come andrebbe usato. Cerco di focalizzarmi sulla big picture e spalmare bene le cose da fare, aiutandomi anche con un altro quaderno dove raccolgo le idee. 

Daily greatness journal: fa per te se...

  • Vuoi uno strumento che ti aiuti a cambiare e migliorare in tutti gli aspetti della vita.
  • Vuoi qualcosa di minimal ma stiloso.
  • Non hai bisogno di portarti in giro l'agenda.
  • Non hai bisogno di troppo spazio per scrivere gli appuntamenti o le cose da fare.

Daily greatness journal: conclusioni

Nel complesso mi sto trovando molto bene e, anche se le domande che la Daily mi fa mi sembrano troppe, secondo me hanno comunque smosso qualcosa, riattivando la creatività che si era un po' sopita. Anche se ora tendo ad ignorarle, le domande sono lì, il mio subconscio lo sa e secondo me le elabora di sottofondo. Usandola mi sono chiarita le idee su tante cose, lo sforzo di dover pensare e programmare e pianificare sta iniziando a portare dei frutti. Sicuramente posso migliorare ma direi che sono sulla buona strada. La ricomprerò sicuramente l'anno prossimo, magari quella business, per essere più focalizzata.
Se la vuoi comprare anche tu, passando da questo link avrai il 5% di sconto, considera che ne hanno diverse per diversi obiettivi: fare yoga, fare esercizio fisico, fare i genitori. 


Tu quale agenda userai nel 2018? Come l'hai scelta? Qual è l'aspetto che ti piace di più?

La riflessione di oggi riguarda il DIVERTIMENTO e voglio farti una domanda: ti diverti a fare quello che fai? Sto parlando della tua attività creativa, ovviamente!
Che questa attività sia per te un hobby o sia diventata un lavoro, scommetto che ci sono delle volte in cui non hai proprio voglia, che ti chiedi "che sto facendo?", volte in cui preferiresti impegnare il tuo tempo in altre più piacevoli occupazioni, tipo fissare il tuo gattino che fa cose buffe:



(OK basta)
La prima cosa che voglio dirti è: non ti preoccupare, è normale. Ci sono sempre alti e bassi, momenti di entusiasmo e momenti di stanca, fa parte dell'essere umani. Non fustigarti, non sentirti in colpa, cerca di rilassarti, ricaricarti, fare qualcosa che ti piace fare.
La seconda cosa che voglio dirti è: cerca sempre di trovare il divertimento in quello che fai, anche quando si tratta di affrontare le parti più noiose, come andare dalla commercialista, buttarsi in nuovi progetti che generano ansia, o fare [...] (riempi lo spazio con l'attività che ti genera più ansia / frustrazione / noia).

Per convincerti ti porto un esempio.

Recentemente Harvard, una delle università più prestigiose del mondo, ha insignito di un dottorato onorario in musica il compositore John Williams, padre di tantissime colonne sonore, alcune di film famosissimi, come Guerre Stellari e Harry Potter.
Per celebrare la cosa, hanno pensato di fare un medley dei suoi pezzi più famosi e qui viene il bello: uno si immagina una cosa seriosa, composta, elegante, distinta, perché è Harvard, giusto? Come minimo un'orchestra. Come minimo tutti seri e convintissimi.
E invece l'onore e onere di organizzare il concerto è stato dato a un gruppo a cappella, i Din and Tonics, composto da giovani studenti, che hanno fatto questo:
(clicca sull'immagine per aprire il video)


Io ho riso tantissimo! Avrebbero potuto affrontare la cosa in molti modi, tra cui quello più ovvio, quello che uno si aspetterebbe da un gruppo di studenti di Harvard, che però è anche un modo noioso e scontato, che non avrebbe lasciato il segno e sicuramente non li avrebbe resi memorabili.
Lo vedi il divertimento? :D 
Loro hanno rischiato: si sono divertiti, non sono stati perfetti, hanno trasmesso una grande passione e hanno fatto divertire sia il pubblico presente che chi guarda il video ora, a distanza di mesi. Non hanno avuto paura di essere ridicoli, né di sbagliare o di essere irrispettosi; hanno trasmesso il loro amore per delle colonne sonore che fanno parte della storia del cinema e della vita di ognuno di noi, coinvolgendo il pubblico e omaggiando in questo modo un uomo che ha dedicato la propria vita alla musica.

Per questo ti invito a fare lo stesso: divertiti a fare ciò che fai e trasmetti questo divertimento e questa passione, anche quando hai paura di sembrare ridicola o di essere fuori luogo. D'altronde se i Din and Tonic hanno fatto quella esibizione ad Harvard, tu puoi fare qualsiasi cosa!
Qualsiasi cosa può diventare divertente, a guardarla dall'angolazione giusta, devi solo allenarti a farlo. Dopo un po' diverrà naturale e anche le cose che ti spaventano di più (parlare in pubblico! Scrivere a un personaggio famoso!) ti procureranno meno ansia, perché saprai coglierne l'aspetto più giocoso. Dopo tutto, se le cose vanno male, potrai almeno trarne un fantastico aneddoto per la prossima cena tra amici.

Qual è la cosa che ti diverti di più a fare? E quale di meno? Come puoi rendere quest'ultima più divertente?