Cara crafter, ti capita mai di fare planning da paura, organizzare settimane e mesi per poi inciampare in catastrofici inconvenienti o minuscoli slittamenti che mandano tutto all'aria?
Inutile, a volte la vita accade, gli imprevisti abbondano, il lavoro si rivela più impegnativo del previsto e bisogna un attimo riadattarsi, non farsi prendere dal panico, non perdere il sonno, scusarsi tantissimo con gli altri e con sé stessi e andare avanti.
Leggevo qualche tempo fa questo post della mia amica Lalla, compagna di avventure in Un anno di meraviglia e credo esprima quanto tante di noi a volte sentono o hanno sentito.
Mi capita di parlare con tante crafter (e magari ne ho parlato proprio con TE) che hanno un'ansia di prestazione altissima, ansia che blocca tutto, scombina ogni percezione di sé e del proprio lavoro e porta a vivere male quello che dovrebbe essere un percorso scelto per aumentare la qualità della vita. Credo che sia chiaro a questo punto che fare la crafter non porti soldi e fama, giusto? Tranne in rari casi, almeno. Se lo fai, lo fai per passione, per non dipendere da altri, per avere un lavoro che ti dia modo di esprimerti, oltre che dei campare e avere i tuoi orari e fare un po' il cappero che ti pare col tuo tempo.
Quindi, che fare quando i programmi vanno a rotoli, o non riusciamo a seguirli? Quando l'ansia sale sale sale e non si sa da che parte sbattere la testa?
Preparati:

Questa è la mia piccola guida di sopravvivenza all'ansia

1) Penso alla roba più brutta che mi è capitata, e rimetto tutto in prospettiva. Mi rendo conto che non rispettare una scadenza non ha mai ucciso nessuno, non facciamo i chirurghi! Non ci si ammala di newsletter saltate, ok? Se sei in ritardo sul tuo calendario editoriale non muore nessuno. Vai tranquilla!

2) Attacco la mia playlist cantereccia (non illuderti,è piena di canzoni tristone, che conosco solo io e pochi altri cultori del lamento) e canto canto canto, perché cantare fa bene all'umore e abbassa l'ansia.

3) Se il punto 2 non è sufficiente, attacco la playlist ballereccia (giuro, niente canzoni tristi lì dentro), e zompetto sulla sedia o ballicchio davanti alla scrivania. Anche ballare fa bene all'umore e all'ansia. Ballare da soli facendo mosse sceme secondo me fa bene anche ad abbassare le inibizioni e a sentirsi a proprio agio con se stessi. Quindi il mio consiglio è: appena puoi, anche sotto la doccia o in bagno, datti a balli matti e cretini, vedrai che riderai da sola e starai meglio.

4) Pet theraphy! Io faccio coccole al Popo, lo acchiappo, lo ciancico, lo impasto, lo sbaciucchio. Se non hai un animale, fattelo prestare! Vai da amici o parenti con cani o gatti, passa al canile o gattile della tua città passa e qualche ora a giocare con loro, vedrai che tutto tornerà a livelli umani.

5) Penso alle cose belle che farò nel prossimo futuro: un viaggio, un acquisto, un incontro; basta anche sapere di leggere un libro o guardare un film tanto atteso, o una serie tv fichissima che sta per uscire, insomma serve una scintilla di attesa per far rivivere l'entusiasmo per il domani che di solito l'ansia abbatte in maniera rovinosa.

Tu come fai a sopravvivere ai tuoi stati d'ansia? Raccontami tutto che magari ci facciamo una guida collaborativa.

NB. Questo post è estratto dalla newsletter inviata il 20 ottobre 2016.


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L'equivoco più grande in cui mi imbatto quotidianamente quando parlo con i crafter è artigiani, è quello che "Etsy non funziona". Il problema è che Etsy non è la soluzione a ogni problema sulla vendita online, non è un posto magico dove metti le tue creazioni handmade e PUFF, le vendi istantaneamente.
Il grande fraintendimento è questo: tante persone pensano che per vendere su Etsy basti creare la vetrina, caricare e prodotti e ciao.
Etsy è un mondo complesso, un piccolo universo con le sue leggi, il suo slang, i suoi meccanismi. Per questo quando sento dire "Etsy non funziona" so per certo che è successo questo: hai aperto su Etsy, hai messo le tue cose in negozio (a volte tante ma più spesso poche), hai aspettato di vendere, forse hai provato a capire come usarlo ma ti sei scoraggiata presto perché ti è sembrato tutto troppo complesso, non hai venduto, hai desistito.
Etsy non è per tutti, però ho visto che chi fa le cose come si deve, ottiene dei risultati.
Quindi, come si usa Etsy? I miei consigli primari per far funzionare il tuo negozio sono i seguenti:

3 cose che dovresti fare

1. Curare l'aspetto del negozio

Pensa alla tua vetrina online come un negozio fisico: ci entreresti in un negozio sporco, disordinato, male illuminato? No. Se non curi ogni aspetto del tuo negozio (le foto, le descrizioni, la bio) trasmetti sciatteria e poca cura, allontanando i clienti. Fai e rifai le foto finché non vengono bene. Impegnati a scrivere la bio e le descrizioni. Cura ogni virgola, ogni immagine (avatar, copertina).

2. Mettere tanti prodotti

Avere pochi prodotti in negozio (e per pochi intendo meno di 40) vuol dire due cose: dare l'impressione di avere un negozio sguarnito e avere poche probabilità che i tuoi prodotti siano trovati. Il numero minimo di inserzioni cambia a seconda della categoria (gioieli, accessori, abbigliamento), quindi la prima cosa da fare è fare una ricerca per capire quanti prodotti avrai da scavalcare. Più affollata è la categoria, più inserzioni dovrai mettere in negozio.
Per esempio, se cerchi "collana" hai tre milioni e passa di risultati, mentre se cerchi "borsa" hai un milione e mezzo di risultati. Questo vuol dire che se vendi collane dovrai avere sicuramente più inserzioni rispetto a che se vendessi borse, se vuoi farti trovare. Non pensare che 40 inserzioni siano tante; pensa a numeri come 80, 100 o 150. Difficile? Sì, ma nessuno ha mai detto che fosse una passeggiata!

3. Partecipare alla vita della community

Etsy è anche una community e un social network e usarlo senza prendere atto di questo fatto è usarlo a metà. Partecipa ai forum e alla vita dei team, usa tutti gli strumenti a disposizione per far circolare i tuoi prodotti, così che potrai raggiungere gli acquirenti che frequentano già il sito. Senza contare che la comunità etsiana è sempre pronta a supportarti e darti una mano!

3 cose che NON dovresti fare

1. Essere incostante

Su Etsy bisogna avere pazienza e fare le cose con costanza. Mettere nuovi prodotti diverse volte a settimana, per mesi, partecipare alla vita della community, promuovere il negozio regolarmente. Non basta un mese, spesso nemmeno due o tre, per fare le prime vendite; l'avvio del negozio (ovvero il punto in cui inizi a vendere con regolarità) può richiedere fino a un paio di anni. Chi molla è perduto!

2. Fare quello che fanno gli altri

Se vedi negozi che vendono e hanno brutte foto, o hanno la SEO fatta a cavolo di cane, o hanno le descrizioni di due righe, ciò non ti giustifica a fare altrettanto; quelli non sono i motivi per cui vendono, anzi, loro vendono nonostante queste mancanze. Magari sono su Etsy da tanti anni e hanno oramai il giro di clienti oppure sono stra seguiti sui social oppure fanno tanti mercatini e traghettano i clienti dall'off-line all'on-line... non puoi sapere perché un negozio vende tanto! Sicuramente non puoi appigliarti a queste mancanze per non fare le cose fatte bene, perché poi sicuramente TU non venderai.

3. Sottovalutare la SEO

Puoi avere un negozio bellissimo con tantissimi prodotti bellissimi ma se la SEO non è a posto, nessuno ti troverà, mai. In un primo momento potrebbe sembrarti troppo difficile capire cos'è questa SEO e usarla, ma ti assicuro che è più semplice di quanto sembri. Applicati anche solo poco (per esempio inizia con poche inserzioni per volta) e vedrai presto i risultati!


Questi sono i miei consigli indispensabili per far funzionare il tuo negozio, ma ce ne sono tanti altri che ho scritto nel mio ultimo manuale Etsy passo dopo passo, che trovi in vendita su Zandegù e nei maggiori e-store.

Quale sono le difficoltà maggiori che hai incontrato vendendo su Etsy?

Quante volte ti è capitato di navigare l'internet e imbatterti in un prodotto che ti piace, che titilla la tua fantasia e ti sei detta: ora lo rifaccio. E quante volte hai pensato non solo di rifarlo, ma anche di venderlo nel tuo negozio online, o ai mercatini a cui partecipi? E magari lo hai fatto e lo hai venduto.

Le persone creative sono spesso incostanti e alla ricerca continua di nuove sfide, nuove idee. nuovi stimoli; fa parte dell'essere creativo, no? Vogliamo testare le nostre capacità ricreando quello che vediamo e che ci piace.
Sarà per questo che navigando su Etsy, Facebook o Instagram mi imbatto spesso in prodotti che sono uguali a tanti altri, creazioni che seguono le mode, le tendenze o si ispirano a brand affermati che funzionano.
Vanno le sciarpone grosse? E facciamo tutti le sciarpone grosse. Vanno le pochette con le stoffe dalle fantasie strane? E facciamo le pochette con le stoffe dalle fantasie strane.
Il problema è che fare handmade e vendere handmade sono due cose diverse; certo puoi fare quello che vuoi, quello che ti piace, puoi seguire le mode che vuoi, però al momento in cui vuoi vendere queste cose, devi pensare che ti metti in competizione con tutte quelle che già lo fanno da tempo e, probabilmente, meglio di te.
Ti conviene? No, per due motivi:
1. Parti svantaggiata: perché l'acquirente dovrebbe scegliere te, che sei l'ultima arrivata?
2. Non sei riconoscibile, fai cose che fanno già in tanti, potresti vendere solo facendo la guerra dei prezzi (che, come ho già spiegato qui, non è mai una buona idea).
Creare dei prodotti scopiazzando le creative più famose o seguendo le mode va bene all'inizio, ma queste creazioni devono rimanere nelle quattro mura di casa tua; devono essere l'esercizio che ti serve per imparare a fare le cose per bene, entrare nella mentalità giusta per poi partorire oggetti nuovi che solo tu sai fare.
Altrimenti che creativa sei?




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