Continuo ad accumulare risorse gratuite. Il problema è che ce ne sono tante e di alta qualità: come si fa? Non si possono mica lasciare lì. Quindi si fa che tra tutte quelle che ho scaricato o messo nei segnalibri negli ultimi tempi, ne ho selezionate 7 (da aggiungere alle 10 dell’altra volta) che potrebbero esserti utili. Potrai studiarle e lavorarci su durante le vacanze di Natale, o già il prossimo weekend, se proprio non puoi aspettare. (Chi è che non ama studiare nel weekend? Non so davvero immaginarlo.)
Come sempre, per alcuni c’è bisogno di iscrizione alla newsletter per ricevere il file, per altri nemmeno quello, quindi potresti scrivere un messaggio carino a chi le ha messe a disposizione.
Io approfitto di questo post per ringraziare tutte queste persone meravigliose che creano materiale di qualità e lo regalano. Cuori per loro!

1. Web marketing (SEO) 

di Tatiana Schirinzi - IT
Tatiana è il mio punto di riferimento per la SEO; lei la AMA, di riflesso la spiega così bene che sembra facilissimo usarla. Non sono riuscita a scegliere una guida tra quelle che offre gratuitamente sul suo sito, quindi te le metto tutte, poi fai tu. Quella sulle schede prodotto ti potrebbe essere molto utile se hai un ecommerce personale ma anche se vendi su un marketplace.

2. Storytelling shortcut 

di Maggie Patterson -  EN
Ammetto di non ricordare come mi sono imbattuta in Maggie, ma questo piccolo workbook mi è piaciuto tantissimo; riempi le frasi dei vari esercizi e poi metti tutto insieme per creare la tua storia, che potrai usare per la bio del tuo sito e, in parte, per i vari social. Buon lavoro!

3. Organizzare i documenti contabili e fiscali 

di Carlotta Cabiati per C+B - IT
Faccio outing: sono una ragioniera fallita, non mi è mai tornato un bilancio, sono davvero una frana con tutto ciò che è contabilità; sono anche super disordinata, quindi quando ho visto questo articolo di Carlotta ho davvero esultato. Se anche tu sei disordinata e ogni volta che devi recuperare dei documenti metti a soqquadro mezza casa, Carlotta ha un sistema che farà felice te e la tua commercialista. Adoro gli happy ending!

4. Power of visual storytelling

di Newscred - EN
Oramai ogni social è orientato alle immagini, anche quelli che non lo erano alle origini (vedi Twitter); con questa guida Newscred, in collaborazione con GettyImages, ci spiega qual è il potere del visual storytelling e quali sono i quattro principi per creare delle immagini che risuonino col nostro pubblico.

5. Polvere di stelle cadenti

di Ilaria Ruggeri - IT
Ilaria si definisce Personal musa, e questo workbook contiene degli esercizi per far avverare i tuoi desideri. Ohibò! E come si fa? Forse lei è una fata, oltre ad essere una musa, poi secondo me una volta che riesci a focalizzare cosa vuoi sarà più facile ottenerlo. Io in effetti non ho ancora fatto questi esercizi, un po’ spaventata dall’avvertenza sulla sua pagina “Avvertenza: potrebbe creare veri cambiamenti nella tua vita. Attenta a quello che desideri!”. Paura! ;)

6. Personal branding canvas 

di Luigi Centenaro - IT
Dal personal branding non si scappa! Luigi Centenaro ha adattato la personal branding canvas per il pubblico italiano e la mette a disposizione sul suo sito, insieme alle spiegazioni su come usarla. Se non hai ancora fatto un percorso di personal branding, o se lo hai fatto ma hai voglia di dare una rinfrescata, questo foglio è un mega riassuntone di tutto quello su cui ti devi focalizzare e ti permetterà, una volta riempito, di avere una panoramica sul tuo brand.

7. Creative turnaround

di Creative live - EN
Creative Live è il mio posto preferito per quanto riguarda la formazione online: l’offerta è varia, gli insegnanti competenti, i corsi, se fatti in diretta, gratuiti. Non contenti, hanno fatto anche un ebook gratuito, raccogliendo consigli e ispirazioni per artigiani ed artisti, scritti da alcuni dei tutor che rendono CL un posto speciale. Sicuramente ci troverai qualcosa che ti sarà utile!

Come sempre, se hai delle risorse gratuite da consigliarmi sei la benvenuta, sono oramai una free-resource-junkie! 



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Una delle difficoltà principali di noi crafter e dei creativi in generale è comunicare ciò che facciamo in modo che le nostre creazioni siano percepite nella giusta prospettiva di prodotti artigianali o artistici con un prezzo e un valore che non è assimilabile a quello dei prodotti industriali. Creiamo in tirature limitate o a volte pezzi unici, spesso con materiali e tecniche di alto valore e se questo non viene percepito è colpa nostra.
La  cosa che mi ferisce nel profondo e mi fa versare lacrime di amarezza, è vedere come molti crafter e artigiani si ostinino a pubblicizzare (e non a comunicare) quello che fanno con gli stessi metodi dei supermercati: al posto dei volantini con le offerte nella cassetta della posta, propinano sui social i link al proprio negozio, fanno sconti su sconti, usano un linguaggio preso in prestito dai markettari 1.0.
Il fatto è che i prodotti di artigianato non sono beni primari, quello che fai non è "acqua nel deserto", si può sopravvivere senza le tue borse, le tue collane, i tuoi cappelli.
Quindi non puoi convincermi a comprarli a forza di link su link o con gli sconti selvaggi, perché non mi servono davvero, il prezzo non è una variabile fondamentale per persuadermi all’acquisto, almeno nel 99% dei casi.
Il compito principale della tua comunicazione è di fare capire alla tua possibile cliente che il tuo prodotto è un elemento centrale di una storia importante di cui lei è la protagonista. Devi raccontare il tuo prodotto in modo che lei arrivi a capire che le serve e non può farne a meno per raccontare a sé stessa o raccontare agli altri qualcosa di sé, della sua vita, delle sue aspirazioni, di cosa è, di cosa vuole diventare.
In questa storia puoi intessere degli elementi che siano accessori ma non per questo meno importanti, elementi che aggiungono ulteriori informazioni e offrono ulteriori punti di contatto con il potenziale cliente. Ho individuato questi elementi in Prezzo, Persone, Procedimento e Provenienza. Iniziano tutti per P, ma ne sono accorta dopo!

Prezzo

Inciampo spesso in lamentele di crafter che sono stufe di ricevere commenti di clienti che dicono che il prezzo è alto. Il problema non è il cliente, ma la comunicazione del prodotto. Se non hai capito qual è il tuo target o il tuo posizionamento nel mercato o se non riesci a comunicare il valore di quello che fai, come puoi aspettarti che chi passa dal tuo negozio riesca a capire?
Il prezzo è molto importante per comunicare il valore di un prodotto: un anello di diamanti, se messo a 50€ diventa, agli occhi di passa dal negozio, bigiotteria con cristalli di rocca. Il cervello umano tende al risparmio delle risorse cognitive, ovvero semplifica; la strada più facile di una situazione come "anello con pietre che luccicano + prezzo basso" è "bigiotteria", ovvero non può essere un anello di diamanti. Se sto cercando un anello di fidanzamento passo oltre. Se voglio farmi un regalo importante passo oltre. Quel prezzo lì non si inserisce coerentemente nella storia che mi sto raccontando e quindi ciaone.
Se consideri poi la vendita online, per cui non c’è modo di toccare il prodotto e osservarlo da vicino, il prezzo diventa l’elemento che, a primo impatto, ti permette di comunicare la qualità del tuo lavoro e dei materiali che hai usato.  Se una borsa costa poco, allora non è di pelle o è fatta di materiali scadenti; se un cappello ha un prezzo basso allora non è fatto a mano o non è davvero lana merinos. Chi cerca una borsa di qualità passa oltre, così come chi vuole un cappello di lana che scaldi tanto.

Persone

Chi c'è dietro al tuo brand? Racconta la tua storia personale, comprese le difficoltà e gli awkward moment così che chi legge possa identificarsi, capire che non sei poi così diversa da lei e che probabilmente puoi capirla molto bene. Il tuo business è fatto da te, il bello dei piccoli brand handmade è proprio questo contatto tra chi fa e chi ama il saper fare. Usa ogni mezzo per far capire che sei una persona, in contrapposizione ai grandi brand, in cui è praticamente impossibile venire a che fare con chi idea o crea il prodotto, e per cui i clienti sono solo consumatori. Mettici la faccia, parla in prima persona, comunica con il tuo pubblico più che puoi, svela le tue debolezze, racconta la tua quotidianità (senza esagerare!) comprese le gioie e i dolori. Trova un equilibrio, perché nessuno vuole leggere lamentele, lagne e piagnucolii e tanto meno un continuo esultare di successi e vittorie.
E non pensare che gli altri ti vogliano perfetta! Le perfettine sono antipatiche. Pensa a Bridget Jones invece, goffa, cazzona ma così simpatica! Parla con il tuo pubblico e tratta chi ti segue come individui e non come numeri, fai capire che hai a cuore i loro bisogni e le loro opinioni.

Procedimento

Racconta come fai quello che fai, quanto tempo ci vuole, quanta abilità è necessaria, quanta passione metti in ogni gesto, così che gli altri capiscano quanto vale il tuo lavoro. La mentalità dell'artigiano geloso dei propri segreti è cosa del passato. Più condividi, più persone raggiungerai, più spiegherai e più queste persone saranno coinvolte e apprezzeranno i tuoi prodotti. Non dico di scendere in dettagli minuziosi, perché alla maggior parte degli umani non-crafter questi potrebbero risultare noiosi, ma almeno sforzati per spiegare alcuni passaggi. Fai un video, un blog post, delle foto in cui spieghi come crei un tuo prodotto, trascina il tuo pubblico nel tuo studio, nel tuo laboratorio, nella tua cucina o nel tuo salotto (lo so che molte crafter creano da lì!) così che possa guardare virtualmente da sopra la tua spalla mentre lavori, stupirsi della tua bravura e capire che non tutti sono in grado di fare quello che fai tu.

Provenienza

Il Made in Italy ha il suo valore, sopratutto all'estero. Se usi tecniche tradizionali tipiche del tuo territorio, raccontane le origini. Qualsiasi cosa tu faccia, anche se fai maglioni con pattern svedesi, racconta dove vivi, mostra quello che ti circonda, metti in evidenza le tue radici, perché, per quanto ti possano sembrare irrilevanti, fanno comunque parte della tua storia, della storia del tuo prodotto e della storia che chi lo compra si racconterà riguardo ad esso.
Quando qualcuno, ad esempio in America, compra un prodotto italiano non acquista solo un paio di orecchini, un vaso, una lampada; il pacchetto arriva dall’Italia e contiene, oltre all’acquisto, il sogno di visitare il nostro paese, oppure i ricordi di un viaggio fatto tanto tempo fa. In ogni prodotto Made in Italy, qualsiasi sia il suo marchio, è racchiuso il brand del nostro paese, fatto di un’Italia immaginata che, seppure lontana dalla realtà, è quella che ci rende famosi. Alta qualità, moda, design, cultura, lingua, la Toscana, il cibo, Venezia, Firenze, Roma, l’Etna, Napoli, Vacanze romane, Ciao, Grazie, Arrivederci, il duomo di Milano, la gondola, la pizza, ogni panorama toscano visto in film, libri, quadri, tutto concentrato nella busta o nella scatola con il tuo indirizzo sopra.
Non fare l’errore di dare per scontato che al newyorkese fashionista non interessi un tubo se vivi a Ferentillo, paesino umbro sconosciuto ai più. Sei in Italia e tanto basta per rendere la più anonima delle periferie un posto da sognare.

Spero di averti convinta a comunicare diversamente i tuoi prodotti handmade! Secondo te quali altri elementi sono importanti nel racconto del tuo brand? 


Hai letto tutto fin qui? Bravona! Ti meriti un premio:





Sono sempre alla ricerca di profili Instagram da spiare e da cui carpire segreti per migliorare il mio business handmade e ho pensato di raccogliere in un post tre di quelli che mi fanno sempre pensare “Yeah, tu lo stai facendo bene!!!”.
Come si capisce che lo fanno bene? A parte dal numero di follower che può essere più o meno indicativo, si capisce dal numero di interazioni e vendite arrivate tramite IG. In due di questi casi lo so perché le conosco, nel terzo posso immaginarlo.
Bando alle ciance, vediamo cosa fanno questi profili e come lo fanno.

Rita Bellati - Myselfie Cottage

@mys.cottage

Collane personalizzate MySelfie 

Rita è una crafter e una Social Media Manager, nonché blogger per CasaFacile e collega di Colibrì Academy. Serve dire altro? No.
Guardando la gallery di Rita, a un certo punto si vede proprio il cambio di direzione, o meglio, il cambio di passo: esattamente 27 settimane fa (che saranno di più se leggerai questo articolo tra qualche tempo) Rita ha smesso le incertezze e il suo passo è diventato spedito, la direzione quella del successo. Le foto sono migliorate, lo stile è diventato omogeneo e personale e, di conseguenza, follower e interazioni sono aumentati.
Cosa è successo a Rita? Questo lo so perché me lo ha raccontato: ha capito il suo target, e ha iniziato a raccontare il suo brand nel modo migliore per comunicare con le sue clienti o potenziali clienti.
Cosa racconta: Rita racconta la sua vita di crafter; dei suoi work in progress, dei pacchetti che stanno per partire, delle novità in arrivo. Racconta anche della sua vita di mamma e moglie, delle difficoltà, delle gioie e dei momenti di stanchezza.
Come racconta: Rita usa immagini di piani di lavoro o tavoli con le sue creazioni e dei prop. Ora, lo ha detto pure lei quindi posso svelarlo, le sue sono immagini "costruite" per Instagram, con tavole di legno, a volte foto di tavole di legno, e prop di vario genere (oggetti vintage, fiori finti e veri). Ciò non toglie che funzionino a meraviglia perché raccontano un mondo che sicuramente attrae le sue clienti ideali. I testi fanno trasparire un atteggiamento positivo e tenero che fa venire voglia di abbracciarla e permette di empatizzare con lei. Ribadisce spesso, in un modo o nell'altro, la sua mission: raccontare l'unicità degli altri e per fare ciò ha anche ideato un "gioco" in cui le sue follower hanno potuto contribuire alla creazione della storia di una MySelfie, creando un racconto a puntate collettivo che, oltre a trasmettere ancora una volta la sua mission, è servito a tenere le fan agganciate nel periodo estivo, quando gli ordini erano chiusi.
Quanto spesso: una foto al giorno.


Caridad Isabel Barragan - Barragan Paintings

@caridad_barragan

Dipinti di nature morte, paesaggi italiani e matrimoni 

Caridad è una pittrice americana che si è innamorata dell'Umbria e ci vive da 15 anni; dalla sua gallery traspare questo amore, infatti Caridad è sempre in giro a scovare nuovi angoli e incontrare nuove persone. E meno male, perché è così che ci siamo conosciute!
Cosa racconta: Caridad racconta la sua vita di pittrice americana in un angolo suggestivo d'Italia; come Rita, anche lei ha capito i suoi clienti e mostra loro quello che amano: l'Italia, i paesini medievali, le rovine, i palazzi antichi, i panorami mozzafiato. Fa vedere i work in progress, i dipinti finiti e quelli che farà, magari da una foto scattata con lo smartphone.
Caridad va spesso ad eventi dedicati all'arte o all'artigianato nella zona, quindi ha l'occasione di mostrare luoghi poco conosciuti. Questo è un valore aggiunto: chi segue il suo profilo non vedrà i posti turistici triti e ritriti ma potrà scoprire pezzetti d'Italia sconosciuti ai più. Mostra le tipologie di dipinto che realizza e ricorda spesso che è possibile ordinarne di personalizzati, inoltre mette foto di sé stessa al lavoro o dettagli dei suoi quadri. Quando va a qualche evento o semplicemente a dipingere in qualche posto particolare, fa una foto con una mappa e un invito ad incontrarsi: il networking è una parte importante del suo essere artista, inoltre dona l’illusione, anche a chi vive a migliaia di kilometri di distanza, di essere disponibile a poter prendere un caffè con lei, se solo ci fosse il teletrasporto.
Come racconta: Caridad fa molte foto di dove vive, ovvero il sogno di ogni americano: in una casa medievale in un paesino della bassa Umbria. Fortunata lei, non ha bisogno di costruire dei set fotografici, le basta fotografare degli angoli di casa sua, dove legno antico e muri di pietra abbondano: pennelli sul tavolo, i suoi quadri appesi al muro, la frutta e la verdura appoggiati su una mensola e pronti a diventare una natura morta. Le basta uscire di casa per catturare l'atmosfera "tipicamente italiana", ovvero rurale e di provincia con delle foto che catturano il passare delle ore del giorno (albe, tramonti) e delle stagioni (prati in fiore, campi arati) così che chi guarda possa sognare di essere proprio lì con lei. Il suo tono è sempre divertito o divertente, autoironico e giocoso, coinvolgendo i fan in scambi di battute e aumentando la familiarità con chi la segue.
Quanto spesso: una foto o due al giorno.


Eric Landon - Tortus Copenhagen

@tortus

Ceramiche e workshop

Quello che colpisce di più della galleria di Eric sono le foto bellissime, ripetitive ma non per questo meno affascinanti. Eric ci trascina nel suo studio e ci fa venire voglia di fare ceramica, o almeno, di comprare uno dei suoi vasi.
Cosa racconta: Eric racconta i processi di creazione dei suoi prodotti, come impasta l'argilla, come la modella, racconta dei suoi workshop e dei suoi successi. Spiega alcuni processi e materiali, invita spesso ad unirsi a lui dato che tiene molti workshop nel suo studio a Copenhagen (ancora una volta, teletrasportooo!). Le sue mani sono spesso ritratte nelle foto, e a volte compare anche lui, la sua famiglia, i suoi studenti o il suo coniglio. A guardare le sue foto sembrerebbe che lui viva nel suo studio, dato che raramente ci fa vedere cosa accade al di fuori, a parte sguardi di sfuggita a dettagli della città dove vive. Il suo focus è chiaramente sul raccontare quello che fa, ma riesce comunque a trasmettere la sua provenienza grazie all’atmosfera chiaramente nordica, fatta di immagini dove il bianco e i colori neutri prevalgono.
Come racconta: Eric racconta con foto bellissime dei suoi vasi nei vari stadi di creazione, e con dei video delle sue mani che modellano, rifiniscono, impastano. I video sono secondo me molto importanti, sia per far immedesimare chi guarda sia per far capire cosa c'è dietro alla creazione di vasi dalle linee così semplici. Un altro dettaglio importante sono le foto dei suoi prodotti in uso: i vasi in una stanza arredata, i vasi con i fiori, i vasi su un tavolo vicino a una bicicletta aiutano a proiettare il prodotto in una dimensione quotidiana che fa venire voglia di acquistarli.
Quanto spesso: due o tre foto al giorno.

Secondo te cosa stanno facendo di giusto questi tre Instagramer? Che spunti pensi di prendere?