Dorie Clark è una che sorride molto, spiega in modo semplice e fa sembrare facile qualsiasi cosa.
L'ho scovata tramite CreativeLive (il mio sito di formazione online preferito) l'anno scorso, quando ha tenuto un workshop sul personal branding per creativi. Ho comprato subito il suo libro, Reinventing You: Define Your Brand, Imagine Your Future, perché di re-branding avevo proprio bisogno: volevo passare da crafter a consulente, per l'ennesimo giro di boa della mia vita professionale.
Con Reinventing you non sono rimasta delusa: è una guida passo passo per fare proprio questo, reinventarsi e farlo in maniera ragionata, senza lasciare niente (o quasi) al caso.
Se stai pensando di cambiare strada sappi che dovrai comunicare questo cambiamento agli altri, ad amici e parenti, conoscenti e contatti professionali, e non basta “dirglielo”, questo cambiamento dovrà essere percepito chiaramente ed interiorizzato da loro; dovrai imparare ad usare i social per veicolare queste azioni, approfittare degli incontri dal vivo, trovare un mentore… Dorie è americana e sicuramente alcuni consigli sono tagliati per una società diversa dalla nostra, come quello di contattare una persona che fa il lavoro a cui aspiriamo ed invitarla a bere qualcosa per fargli delle domande in proposito. Non so quanto potrebbe funzionare qui, o forse si! Potresti provare.
Ci sono anche tanti casi studio, che servono a portare i concetti ad un livello più reale, e quello che mi piace molto è che Dorie prende in considerazione tutte le opzioni: tornare a studiare o meno? Fare apprendistato? Fare volontariato per acquisire le competenze che ti servono? Come fare per comunicare questo cambio di rotta?
Ogni possibilità è esplorata e ogni soluzione, così che ancora prima di partire potrai farti un’idea del tuo cammino.
Il libro è suddiviso in capitoli per macro-step (es. Develop the skills you need; Who’s your Mentor?; ecc.) e ogni capitolo è suddiviso in sotto capitoli abbastanza brevi che spiegano varie fasi o aspetti del capitolo genitore. Ciò rende il libro veramente facile da leggere e anche da consultare in maniera non lineare, perché è davvero facile trovare le informazioni di cui si ha bisogno.
Per ogni capitolo, inoltre, ci sono gli esercizi da fare e, alla fine, la lista dei concetti chiave da portare a casa; ti sarà impossibile non capire tutto, anche se il tuo inglese non è perfetto.
Insomma, se stai tentennando sul ciglio di un cambio professionale, questo libro potrebbe aiutarti a capire se e come fare questo cambio. Buona lettura!

Titolo: Reinventing You: Define Your Brand, Imagine Your Future
Autore: Dorie Clark
N. pagine: 240
Costo: 11,43 (Kindle), 25,06 (cartaceo)
Lingua: Inglese
Consigliato a: Chiunque volesse cambiare lavoro, nello specifico a chi vuole fare del proprio hobby un lavoro col conseguente bisogno di far percepire questa trasformazione al mondo.
Genere: Manuale
Formato consigliato: ebook (ci sono link)
Tipo di scrittura: Semplice e scorrevole
Come l'ho scoperto: ho (per caso) seguito un workshop online di Dorie Clark su CreativeLive
Frasi che mi hanno colpito:
“Your presumed weakness can, in fact, become your strenght.”

“The first rule of rebranding is to be true to yourself at all times.”

“Believing in yourself is the first step. People won’t take your new brand seriously if you act self-conscious or unsure of yourself.”

“Serendipity can happen if you’re prepared.”

“With hard work, focus, and consistency, it’s possible to become who you want to be, regardless of your previous brand or even your previoius mistakes.”

E tu stai cambiando strada? Come lo stai facendo? Hai letto qualcosa di interessante in proposito?


Un grido si innalza nel buio, occhi disperati rivolgono al cielo e all’universo un grido che è imprecazione e supplica, la bocca spalancata in una maschera di disappunto: non ho tempo!
Sarà capitato anche a te, tutti i giorni e a volte più volte al giorno di provare questa sensazione, l’ingiustizia per le insufficienti 24 ore giornaliere a fronte delle 8000 cose da fare: progetti da iniziare, finire, portare avanti e poi creare, promuoversi sui social, scrivere sul blog, fare le inserzioni, fare le fotografie, post-produrre le fotografie, e poi magari mangiare, stare con la famiglia, vedere gli amici, dormire (addirittura), per non dire niente poi se hai un “lavoro vero” che ti porta via quelle 6-8 ore al giorno.
Ho parlato con tante crafter negli ultimi mesi e non ce n’è una che non si sia lamentata sull’esiguità del tempo a disposizione a fronte delle troppe cose da fare.
Lo ripeto ancora: essere una crafter è roba da duri (autocit.) le pappamolle non ce la fanno, crollano di solito dopo qualche mese, schiacciate dal peso del “non ce la farò mai” sussurrato tra una foto e una ottimizzazione SEO; davvero, bisogna essere dei tosti fenomenali per essere artigiani 2.0 (quando dico queste cose mi immagino come un Sergente Hartman in gonnella), altrimenti non si sopravvive.

Come fare? È difficile, ma ci sono delle soluzioni che non prevedono una giratempo o Mary Poppins. Io non sono propriamente un asso dell’organizzazione ma mi sto sforzando tanto perché, appunto, le cose da fare aumentano e il tempo rimane lo stesso, sono quindi corsa ai ripari.

10 consigli per la gestione del tempo:


1. Scegli il tempo giusto per creare: Ritagliati un tot di ore giornaliere quando sai che a. non sarai disturbata b. sarai più produttiva. C’è chi lavora meglio di mattina, chi di notte: questo dipende dal tuo cronotipo, ma che tu sia gufo o allodola accertati di concentrare il lavoro più importante nelle ore in cui il tuo cervello è al top. Ad esempio io sono inutile dopo le 5 di pomeriggio, quindi ho preso ad alzarmi prestissimo (ok, d’estate è facile, vedremo col freddo se ce la farò) e davvero riesco a “guadagnare” un sacco di ore.
2. Blocca il cazzeggio: questo è difficile, tra smartphone, social e tutto perdiamo un sacco di tempo. Cerca di limitare i danni andando sui social, anche per lavoro, solo ad orari stabiliti e, se non ce la fai, usa Strict Workflow (aka il Pomodoro, estensione per Chrome) per bloccare i siti che ti distraggono di più. La tua produttività crescerà, te lo assicuro!
3. Usa le app e sfrutta i tempi morti: controlla Facebook, rispondi ai 3420 messaggi Whatsapp, pinna su Pinterest, controlla la stream Twitter mentre sei alla fila alla posta o in banca, mentre sei in bagno, nei tragitti in metropolitana, alla cassa al supermercato.
4. Sfrutta parenti e amici: è bieco opportunismo, lo so, ma se hai qualcuno che, a gratis, può darti una mano in qualsiasi cosa, tipo andare a spedire i pacchetti al posto tuo, fare le foto, prepararti il pranzo… beh usalo (chettelodicoafare).
5. Stabilisci una routine: datti degli orari fissi per fare le cose, così ti abitui e ti distrarrai sempre di meno. Controlla la posta solo la mattina e a ora di pranzo. Pranza sempre alla stessa ora. Fai le foto a metà mattina o quando la luce è più adatta.
All’inizio alzarmi alle 6:30 mi sembrava impossibile, ora non ho (quasi) più bisogno della sveglia.
6. Cronometrati: a parte sapere quanto impieghi a fare una cosa per poi creare il prezzo dei tuoi prodotti, cronometrarti avrà il vantaggio di metterti il pepe al q con l’effetto 100mt piani: sarai più consapevole che il tempo sta passando, tic toc tic toc, quindi cazzeggerai di meno e ti affretterai a fare quello che devi fare. Io uso Toggl (consigliato dall’esimia Francesca Marano) che è proprio carino e funzionale.
7. Fai le liste: se hai tantissime cose da fare, crea delle liste ordinate per progetti e sottoprogetti, così non perdi niente per strada; se anche tu sei affetta da Procrastinazione Acuta imposta delle scadenze entro quando portare a termine i task, magari auto-ingannnandoti e anticipandole di qualche giorno, tanto per stare sicura di finire tutto in tempo. Todoist è il tool perfetto per fare ciò, io sto ancora ringraziando Luisa di PemberleyPond per avermelo fatto conoscere.
8. Calendarizza ogni cosa: io uso Sunrise Calendar dove convoglio TUTTI i calendari Google, Todoist, Evernote, Trello e segno gli impegni e appuntamenti, così non rischio di fare overbooking di roba da fare e ho il colpo d’occhio su tutti gli impegni giornalieri. Puoi usarlo anche per il tuo calendario editoriale (io ancora non l’ho fatto, shame on me!), e poi ti mette le iconcine carine automaticamente! *Love*
9. Lasciati sempre del tempo per te e la tua famiglia: se hai deciso di fare la crafter per lavoro perché è la tua passione non puoi lavorare e basta a scapito della tua vita personale, perché non reggerai a lungo; sii fiscale con te stessa e prenditi delle pause, e, se proprio sei una workhaolic, onora almeno i weekend, che sono sacri. Eviterai di esaurirti e potrai ricaricarti di creatività ed energie.
10. La pratica rende perfetti: più proverai ad organizzare il tempo e a farlo fruttare, più sarai organizzata e il tempo, magicamente, si allungherà. È tutta questione di allenamento!

Tu come organizzi il tuo tempo? Che consigli hai per le tue colleghe crafter? Ps. Durante la stesura di questo articolo ho usato il Pomodoro e mi sono distratta solo un paio di volte (Skype non lo blocca, dovrei togliere le notifiche). Urrà per me! :P


L’ultimo articolo su C+B è stato “Checklist per la crafter che non vende” e devo dire che ce l’avevo in canna da un po’; in realtà ne avevo in canna una versione politicamente scorretta che ho poi cestinato, perché scaturita da 5 minuti di frustrazione dopo l’ennesimo messaggio di richiesta di aiuto (gratuito) da parte di una persona che, non vendendo, non si faceva nemmeno autocritica, anzi, trovava un sacco di scuse. A me queste persone danno molto sui nervi, quindi avevo scritto una roba acidissima che meno male ho pensato bene di non pubblicare, lasciandola a stagionare finché non è diventata l’articolo di cui sopra.
Il fatto è che se non vendi, di solito è colpa tua. Puoi girarci intorno quanto ti pare ma devi capire che non è obbligatorio comprare proprio da TE (o da chiunque altro, se è per questo) quindi se non vendi significa che fai qualcosa che non va, e molto spesso è: non hai un prodotto che funziona, perché nessuno lo vuole, perché ce ne sono troppi simili, perché è brutto, perché non c’è alcuno studio dietro, eccetera.
Poi a volte i motivi sono altri ed è per questo che ho fatto questa infografica (ok è un diagramma di flusso, ma infografica fa più phiqo) per farti capire che le variabili di solito sono quelle e le soluzioni pure. Il diagramma l’avevo fatto in realtà prima dell’articolo, scritto su un quadernino. Poi ci ho messo solo quei due-tre mesi a renderlo grafico, ma chi mi conosce sa che Procrastinazione è il mio secondo nome (sic).
Il mio background da ragioniera programmatrice viene a galla in questi frangenti, mi piace un sacco ridurre tutto a si e no e allora vai qui o fai questo, lo trovo molto rassicurante. So che la vita non è così ma a volte semplificare aiuta, quindi spero che questo diagrammino ti aiuti a capire perché non riesci a vendere e raddrizzare il tiro e magari poi tra qualche mese torni qui e mi dici che hai venduto dopo aver raddrizzato il tiro e mi farai davvero felice.
E comunque, autocritica prima di tutto, mi raccomando.

Secondo te, perché non vendi?

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