Per creare la grafica per il proprio sito o negozio online non bisogna essere grafici, oramai la rete ci offre tante opzioni gratuite e di facile utilizzo. Certo, bisogna sempre mettere in pratica alcune regole base di grafica, ma le puoi apprendere dall’internet studiando un poco.
Per questo primo tutorial ho deciso di aiutarti a fare il banner del tuo negozio Etsy con Canva.
Primo motivo: su Etsy vedo banner bruttissimi. Secondo motivo: Canva è facile da usare.

Premessa: ci vuole almeno una bella foto da cui potrai estrapolare un dettaglio adatto per il tuo banner. Puoi farlo anche con uno sfondo di Canva ma il risultato a livello di branding non è lo stesso, dato che devi comunicare quello che fai.
Il banner è l’insegna del negozio quindi deve contenere il nome e anche una breve frase che espliciti la sostanza del tuo brand (gioielli per i puri di cuore, abbigliamento per cagnolini, accessori per hipster innamorati, o qualcosa del genere).
Detto ciò, avanti tutta: crea un account su Canva e fai il login.


Nella home page troverai in alto una galleria dei template da usare (1) tra cui quello per la cover della pagina facebook e altri formati; se ti serve un formato particolare potrai crearlo cliccando su Use custom dimensions (3). In basso trovi i design che hai già realizzato (3).
Come detto, oggi creeremo il banner per il tuo negozio Etsy con le dimensioni personalizzate, quindi clicca su Use custom dimensions e inserisci 760 x 100 px (ehm nell'immagine ho sbagliato!) e poi clicca Design!



Ora sei nell’area creazione design di Canva; ti presenta sulla sinistra una lista di template che potresti utilizzare, con varie composizioni di foto (1); nel mezzo il riquadro bianco è l’area visibile del tuo banner (2) mentre in alto c’è il titolo del file (3), che dovrai modificare (cliccaci su e scrivi il nome nella casella che compare). In basso a destra trovi i comandi per aumentare e diminuire lo zoom (4): ti consiglio di lasciare al 100% così che potrai renderti conto se i dettagli risulteranno visibili o meno una volta che il banner sarà finito.
Per questo banner scegliamo l’opzione in alto nella colonna di sinistra (5), e ti troverai poi davanti a ciò:


Ora vai sulla scheda Uploads (1) e carica un’immagine di un tuo prodotto che sia adatta per un banner (2). Le immagini caricate comparariranno nella colonna a sinistra, in basso (3)


Trascina l’immagine dalla colonna dentro il banner (1) e se necessario effettua delle modifiche (2). Non mi addentro ma sappi che puoi aggiungere dei filtri o tagliare l’immagine. Divertiti a giocare un po’ per scoprire tutte le funzionalità!


Se necessario, puoi fare doppio click sull’immagine e spostarla in modo da aggiustare la parte visibile nel banner (1) e poi salvala (2)


Ora possiamo passare al testo: clicca sulla tab Text della colonna a sinistra (1) e troverai in alto del testo di grandezza predefinita per titolo, sottotitolo e testo (2) oppure, più in basso, dei modelli di testo preformattati in banner e grafiche carine (3).


Cliccando su Subheading (1) appare un testo nel centro del banner; cambia colore (2) e font (3) in modo che siano adatti allo stile del tuo brand e spostalo all’interno dell’immagine in un punto dove sia ben visibile e leggibile.


Clicca su Add a little bit of body text (1),  cambia colore (2)  e se necessario sposta il testo (3). Clicca sulla freccetta a destra (4) per avere ulteriori opzioni: io ho allineato il testo a destra (5).


Ho aggiustato anche il font e la dimensione del testo a destra e ho aggiustato entrambi per allinearli rispetto alla foto e l’uno con l’altro, e questo è il risultato (si, parole a caso per il sottotitolo):


Ora puoi salvare l’immagine: clicca su Download in alto a destra e scegli il formato che preferisci; per Etsy va bene jpg o png.


Se invece vuoi provare col testo preformattato, clicca sulle opzioni a destra, e, una volta comparsa la grafica sul banner, personalizza i testi, i colori e posizione; qui sotto trovi il mio esperimento:


C’è tanto da divertirsi! Se vuoi apprendere dei rudimenti di grafica puoi fare un giro alla Design school di Canva dove troverai tanti tutorial  semplici e veloci che ti aiuteranno di sicuro.

Aspetto di vedere le tue creazioni con Canva, metti il link nei commenti!




Etsy è un markeplace particolare dove vendere, perché è più una community e da sempre favorisce l'incontro tra chi crea e chi ama l'artigianato. Uno degli aspetti più importanti della gestione del negozio è quindi il customer care, cioè quell'insieme di pratiche per coccolare il cliente in modo che si affezioni al tuo brand, torni a comprare e sparga la voce sulla meravigliosità tua e dei tuoi prodotti.
Cosa fare quindi perché ciò accada? Te lo racconto in questo articolo su C+B!

Oramai è innegabile, Instagram è IL social per chi fa handmade: permettere di raccontare il brand in maniera visiva, ha alte percentuali di interazione e, se il tuo target è giovine (under 35), puoi essere quasi sicura che vi troverai dei potenziali acquirenti.
L’unico inghippo è che tra avere un account e usarlo bene c’è di mezzo tanta roba: lo so bene. Il mio account del negozio non è ancora decollato, principalmente per mancanza di continuità; ho però studiato tanto e uso regolarmente IG da spettatrice, così che ho imparato tanto guardando i crafter più bravi di me; due per tutti: Rita (che ha scritto due post su IG che ti consiglio di leggere) e Caridad. Loro secondo me stanno facendo un lavoro egregio, usano IG in maniera creativa e infatti hanno anche dei buoni risultati. Brave!
Quanto segue è quindi quello che ho imparato osservando, studiando tantissimi articoli e seguendo un paio di workshop dei meravigliosi Instagramers Italia, la cui #IgersAcademy è un’occasione che non puoi perdere, se mai dovesse passare dalle tue parti.

1. Tagga bene

Non c’è niente che mi dia più fastidio delle hashtag a cavolo o, peggio, del tutto assenti. Se usi il tuo profilo a scopo professionale, si suppone che tu voglia essere trovata; e come si trovano i contenuti su Instagram? Con gli hashtag. Come capire quali hashtag usare?
No, quelle inventate da te non vanno bene, cara miss #stranifiltrinotturni o #lovemywork o #oramimangiounamela. Ovvio, le puoi mettere, basta che non siano le uniche: dovresti infatti inserire degli hashtag usati anche da altri, che siano adatti a quello che fai. Il principio è lo stesso della SEO: se usi parole che il tuo potenziale follower non userebbe, lui non ti troverà mai, e allora, what’s the point?
Puoi capire quali sono gli hashtag usati facendo così: scrivi una serie di parole chiave che si adattino ai tuoi prodotti, poi vai su websta.me e fai una ricerca.
Gli hashtag che interessano te sono quelli abbastanza specifici e abbastanza usati, così da avere un discreto giro di persone ma non devono essere sovraffollati, perché altrimenti il rischio è di sparire nel mare di immagini.
Faccio un esempio con le amiche di Pemberley Pond (ogni volta che vedo le loro tag mi viene voglia di dire parolacce); di seguito le parole chiave che potrebbero usare, con i link a websta.me dove sono indicati i numeri di post per hashtag e le hashtag che contengono la parola chiave cercata.

#Illustration > #illustrations #illustrationoftheday #illustrationart #illustrationgram
#Lettering > #letteringdesign #letteringart
#Handlettering
#Calligraphy > #calligraphyart
#Quotes > #quotestagram
#Literature > #literaturelover
#Art > #artist #artwork #arte #artoftheday #artsandcrafts
#Etsy > #etsyshop #etsyseller #etsystore #etsylove
#Handmade > #handmadewithlove
#Janeausten

Per quanto riguarda il numero di hashtag da usare: c’è chi dice massimo 10, chi dice massimo 20, sappi che più di 30 non puoi usarne. Io dico fai delle prove! Dopo un po’ ti accorgerai quali sono le tag che ti portano più gente.
NO, quelle tipo #like4like sono inutili, attirano solo gente interessata ai, guarda un po’, like e non a quello che fai!

2. Posta regolarmente ma non troppo

IG non è flickr né Facebook, sparare 5 foto di fila nella tua gallery non è il caso. Piuttosto dilaziona: una al giorno, due massimo, in orari diversi; giusto il National Geographic può permettersi di mettere 15 foto al giorno, perché sono tutte belle, varie e con belle storie. A meno che tu non sia in grado di produrre contenuti vari ed interessanti, di grande qualità in grande quantità, evita.
Puoi trovare gli orari migliori con Unionmetrics, che crea le statistiche del tuo account. Ottimo anche per capire quali sono le tag con cui ti trovano di più e i post con più interazione.

3. Non esagerare coi filtri

L’era dei filtroni IG è finita da un pezzo: è oramai universalmente riconosciuto che imbruttiscano le foto. Aggiusta i colori con gli strumenti di IG o usa delle app apposite: vscocam utilizza filtri ma sono tanti e belli; Photoshop Express (iTunes | GPlay store) ti aiuta a regolare curve livelli ecc, proprio come faresti con Photoshop; Snapseed (iTunesGPlaystore) ha ulteriori funzioni avanzate, se ti senti audace provalo per migliorare le tue foto.
Cerca di mantere uno stile omogeneo e riconoscibile, controlla sempre che la foto che hai postato si inserisca bene nella galleria, ricordati di scattare alla massima qualità.

4. Coinvolgi i tuoi follower

Idea giochi, interagisci, re-posta magari le loro foto con i tuoi prodotti, falli sentire partecipi e racconta loro quello che fai e perché lo fai; non servono 20mila follower per avere un profilo Instagram di successo, come per ogni social, l’importante è che chi ti segue si senta parte della piccola community intorno al tuo brand.

ALTRI MICRO-TIPS:

1. Partecipa a contest e “giochi”, ad esempio quelli organizzati da Igers Italia, It’s My week, The jealous curator per farti conoscere e trovare nuovi follower.
2. Evita i collage, le foto dal telefono sarebbero troppo piccole da vedere!
3. Fai dei mini video per mostrare come lavori, per far vedere i tuoi lavori a 360° o dimostrare come si usano le tue creazioni.
4. Compila la tua bio con info utili a chi volesse comprare da te (email, negozio online, sito internet), per ora è solo lì che i link sono cliccabili.
5. Non mettere solo foto di prodotti, IG non è un catalogo!
6. Usa Evernote o altre app sincronizzabili su più piattaforme per scrivere le tag una volta sola e copincollarle all’occorenza.


Mi fermo qui; tu hai un account su IG? Come ti trovi? Raccontalo nei commenti! :)



Descrivere i prodotti artigianali dovrebbe essere la cosa più facile del mondo, e invece.
Qualche mese fa feci un sondaggio chiedendo quale fosse l’argomento di cui le mie lettrici volessero che io scrivessi (mi sembra di aver fatto un doppio carpiato, spero di aver azzeccato tutti i tempi). Con mia sorpresa lo Storytelling del brand e del prodotto vinse di gran lunga su tutto il resto; da allora ho scritto un articolo con consigli su come fare le descrizioni handmade per C+B ma credo che non sia abbastanza. Mi sembra che la difficoltà maggiore per le crafter sia capire quanto sia davvero semplice scrivere delle descrizioni efficaci; non serve lambiccarsi il cervello e piangere calde lacrime di frustrazione di fronte alla pagina bianca, bastano due o tre accorgimenti e un po’ di pazienza, utile a non scoraggiarsi dopo i primi cinque minuti di occhio vacuo e cervello vuoto.
Ho pensato allora che fare degli esempi potesse essere un modo efficace per farti capire tutto ciò, cara Crafter, e quindi ho cercato e cercato (e cercato) finché ho trovato tre descrizioni che mi sono sembrate ottime da portarti come esempio.
Le ho analizzate, ho trovato i loro denominatori comuni e, *ehm ehm*, ammetto che qui ti ho mentito, non esiste una descrizione perfetta, esistono infatti solo descrizioni che fanno egregiamente il loro lavoro, raccontando il prodotto e il brand, ma sono pur sempre perfettibili, come scoprirai in fondo all’articolo. E poi la perfezione è sopravvalutata!
Partiamo con le descrizioni!

1. Sciarpa di lino di LyraLyra


Lina, la proprietaria del negozio, racconta come e quando usare la sciarpa, e cioè quando si esce per divertimento, quando si va a lavoro, praticamente in ogni stagione, e di come sia fantastica anche come regalo. Non contenta, fa di più: suggerisce anche un utilizzo non convenzionale, che non verrebbe in mente guardando la foto e pensando a una sciarpa, e cioè che potrebbe essere usata come un sarong per la spiaggia.
Tutto ciò aiuta a far percepire il prodotto come di valore maggiore, perché versatile e multiuso.
Lina usa anche delle espressioni (ti sfidiamo, sai che te lo meriti) che fanno appello all’ego e ai bisogno di chi legge; chi pensa di non aver paura di utilizzare oggetti in modo creativo e chi ama coccolarsi con dei regali fantasiosi sicuramente si sentirà preso in causa; poi procede a spiegare perché questa sciarpa è così versatile, elencando tutte le caratteristiche del lino e solo alla fine dando le informazioni più tecniche, come le istruzioni per il lavaggio e le misure.
Cosa trasmette questa descrizione? Che non stai comprando “solo” una sciarpa, e cioè accessorio che userai in autunno e inverno, quando esci, ma un regalo che, grazie al materiale di cui è fatto, ti terrà caldo d’inverno, fresco d’estate, sarà perfetto per ogni occasione, e lo userai quindi tantissimo e ti distinguerà dagli altri, se vorrai, quando vorrai usarlo in maniera creativa.

2. Carta da regalo di Handmade and Heritage


Amiee, nella descrizione della carta da pacchi, punta tutto sui materiali e sulla tecnica; racconta nel dettaglio che tipo di carta usa, qual è il processo con cui crea i disegni, da cosa prende ispirazione.
Sottolinea che la carta non è frutto di produzione di massa, facendo appello a chi cerca qualcosa di originale e magari è attento all’ecologia. Spiega per bene anche cosa si vedrà arrivare chi compra, specificando che è possibile ricevere l’oggetto in altri modi (carta arrotolata e non piegata) ed elencando le informazioni di cui l’acquirente può avere bisogno, dicendosi sempre disponibile a un contatto.
Pur sembrando molto asciutta, questa descrizione assolve egregiamente al suo scopo: raggiunge chi cerca una carta regalo che è un regalo in sé, perché unica e fatta a mano con cura ed attenzione.

3. Cuscino per gli occhi di Alia Grace Dolls



Alia ha un approccio molto ironico nella sua descrizione: parte netta con le domande che i suoi potenziali clienti si fanno, di cui il suo prodotto è la risposta e trasforma la celebre frase “put a ring on it” in “put a fish on it”, rendendo le prime due righe un aggancio perfetto, dato che è impossibile fermarsi e bisogna leggere oltre.
Racconta poi cosa si prova ad usare il suo prodotto, come sia un modo per rilassarsi e farsi trasportare lontano, grazie a uno dei materiali usati; ancora una volta risponde a un bisogno del suo Cliente Ideale, magari una mamma che in Francia non può andare ma può prendersi 10 minuti al giorno per distendersi e sognare.
Alia sottolinea ripetutamente l’aspetto bio dei materiali usati, cosa che sicuramente preme al suo cliente ideale e solo alla fine va a scrivere gli aspetti più pratici, come le dimensioni e il tempo di produzione.

Cosa hanno in comune queste descrizioni?

  • Leggendole ci si fa un’idea precisa del brand dietro al prodotto;
  • Evidenziano gli aspetti rilevanti per il loro C.I. nei primi due paragrafi;
  • Rispondono in maniera chiara alle domande o aspirazioni del C.I.;
  • Raccontano in maniera semplice le tecniche, i materiali, i processi creativi e le ispirazioni che hanno portato alla realizzazione del prodotto;
  • Usano elenchi e a capo per organizzare le informazioni e rendere fruibile il testo;
  • Le informazioni tecniche / pratiche sono alla fine.

Se Tatiana (aka LaScribacchina aka SEO goddess di fiducia) leggesse questo post, avrebbe da ridire sull’aspetto SEO delle suddette descrizioni. Eh, lo so: come ho imparato al suo workshop al Weekendoit, le schede prodotto dovrebbero essere lunghe almeno 300 parole, e le descrizioni analizzate non lo sono. Le crafter avrebbero potuto raccontare qualcosa di più, magari inserire dei link ad altre sezioni del negozio o riportare dei testimonial di clienti soddisfatti del loro prodotto.
Tu ora lo sai e puoi farlo, quindi hop hop, corri a scrivere (o riscrivere, o ri-ri-scrivere) le descrizioni dei tuoi meravigliosi prodotti!

Se invece sei rimasta lì impietrita dal terrore di scrivere, raccontami nei commenti qual è il tuo blocco, magari riusciamo a superarlo insieme :)