Cosa faresti se esistesse un modo per permettere ai tuoi fan di sostenerti regolarmente così da renderti libera di creare quello che ami di più, senza pensare al mercato, ai costi di produzione troppo alti, al tempo troppo poco? Se ci fosse un posto, anche virtuale, dove poter interagire con queste persone che amano il tuo lavoro, dove poterle ricompensare per la loro generosità e dove, a loro volta, potrebbero darti quanto vogliono, anche pochi euro, per sostenerti in quello che fai, mese dopo mese, perché credono in te?
Io farei i salti di gioia, anzi, li sto facendo, perché un posto così esiste e si chiama Patreon.

L’ho scoperto grazie a Roberta Tostoini e ora ti spiego cos’è e come funziona e perché ho deciso di usarlo.

Cos’è Patreon e come funziona

Patreon è una piattaforma di crowdfunding continuativo, creata nel 2013 dal musicista Jack Conte e dallo sviluppatore Sam Yam.

La tua reazione alle prime due righe è stata: “uh?”? Don’t worry, spiego meglio:

Crowdfunding vuol dire “finanziamento dalla folla” e ne ho già parlato in questo post.
Crowdfunding continuativo è una novità: infatti lo scopo non è finanziare un progetto, come per le piattaforme già conosciute (Kickstarter, Indiegogo, Eppela, ecc.), ma finanziare un creativo o un artista in maniera regolare, mensilmente o per ogni progetto rilasciato.

Patreon è la crasi di Patron (mecenate) e Eon (eone, ovvero lasso di tempo molto lungo).
Lo scopo degli ideatori di Patreon è di permettere ai creativi, che siano essi artisti, musicisti, illustratori, artigiani, di ricevere un sostegno costante dai propri fan (chiamati, appunto patron) così da poter creare liberamente senza le preoccupazioni che affliggono il creativo medio, ovvero trovare i soldi per campare dignitosamente.
Come per il crowdfunding a progetto, anche con Patreon i sostenitori riceveranno delle ricompense. Queste possono essere sia fisiche che virtuali: un musicista potrebbe inviare in anteprima un mp3, il dietro le quinte di un video girato, una crafter potrebbe ricambiare la generosità dei patron con dei pattern o dei tutorial in esclusiva o inviando un regalino.
Le donazioni possono essere effettuate mensilmente o per ogni contenuto rilasciato: è il creativo che decide quale modalità di raccolta fondi preferisce e dal canto suo il patron può impostare un tetto massimo mensile così da non ritrovarsi addebitati troppi soldi su PayPal o carta di credito.
Quando l’artista rilascia un contenuto i suoi patron riceveranno un’email, così da non perdere l’aggiornamento; la cosa bella è poi la possibilità di interagire, perché Patreon ha una struttura simile a un social network, con un feed dell’artista dove i patron potranno vedere tutti i contenuti pubblicati dall’artista e commentarli.
Non è una cosa fighissima? Sì che lo è.

Perché ho scelto di usarlo

Che c’entro io con gli artisti? Niente, però anche io produco contenuti in maniera regolare, cosa che mi porta via del tempo; e non ne produco quanto vorrei, perché devo fare anche altro, cioè fare consulenze e vendere prodotti del mio negozio online per sopravvivere.
Quindi ho pensato che Patreon potrebbe essere un ottimo modo per ricevere un sostegno da chi trova utile quello che faccio, che mi permetterebbe di concentrarmi su questo aspetto che amo molto, ovvero condividere quello che so per aiutare chi vuole vendere il proprio handmade.
La mia pagina Patreon mi darebbe l’opportunità di essere a stretto contatto con le crafter che hanno bisogno di una guida costante per far crescere il proprio brand, altrimenti si perdono i pezzi (vi conosco mascherine).
Tu potrai farmi tutte le domande che vuoi e ricevere le risposte da me e magari iniziare discussioni e confronto con le altre. Sarebbe bello avere una piccola community permanente di persone che studiano, si mettono in gioco e sono pronte ad aiutarsi e crescere insieme, no?
Per finire, il mio scopo è anche imparare il più possibile su Patreon, come funziona e come potrebbe essere utilizzato anche da te: in breve, farò da cavia così che poi potrò spiegarti come usarlo per la tua attività.

Cosa offrirò

Cercherò di creare delle ricompense variegate e tagliate per ogni necessità; l’interazione con te e le altre creative mi servirà proprio a questo, così che potrò creare i contenuti di cui hai bisogno.
Per esempio: per chi dona 10$ ci sarà un tutorial mensile su un argomento scelto a votazione, per chi dona 15$ ci sarà una sessione di domanda e risposta tutte le settimane, per chi dona 20$ una video chat mensile, e così via.
Preciso che non si tratterà di un corso online né di consulenze personalizzate ma di una sorta di micro-consulenza continuativa, un help-desk sempre aperto, un tavolo intorno a cui sedersi a bere tè e mangiare pasticcini parlando di piattaforme di vendita, Etsy, SEO, branding, tra una risata e una chiacchiera.
E le consulenze? Continuerò a farle, perché ci sarà sempre bisogno di consigli approfonditi e personalizzati.

Come userò le donazioni

Userò i soldi raccolti sia per il sostentamento giornaliero, per fare degli upgrade alla mia attrezzatura (per esempio, dovrei prendere un microfono semi-professionale per registrare i tutorial, podcast e video), per fare dei corsi per migliorare e ampliare le mie conoscenze e competenze su tutto ciò che riguarda la vendita online, così da esserti ancora più di aiuto.

Quanto spesso rilascerò i contenuti

Questo è un argomento caldo: chiederò a chi mi sosterrà quanto spesso vorranno riceverli, perché se ti ritrovi inondata e non riesci a seguirmi non va bene.
Ho scelto la modalità di raccolta fondi mensile, perché spero anche che, grazie a un piccolo impegno monetario, sarai più propensa a leggere e studiare, e non lasciare indietro quell’email tanto utile ma per cui altrimenti non riusciresti a trovare il tempo.


Perché dovresti supportarmi


  • Hai bisogno di un aiuto costante per tutto quel che riguarda la vendita online;
  • Non hai tempo di spulciare l’internet per risolvere i tuoi dubbi, vuoi risposte immediate;
  • Mi segui da tempo e apprezzi il mio lavoro.

Lancerò la mia pagina Patreon lunedì 1 febbraio, per essere avvisata puoi iscriverti alla mia newsletter (e ricevere un regalino!) o seguire la mia pagina facebook.

Che ne dici di Patreon? Ti potrebbe interessare per la tua attività? Scrivimelo nei commenti!

Etsy ha finalmente attivato la possibilità di mettere un video nella pagina About del proprio negozio; dico finalmente perché è un'opzione sensata già da un po' per chi crea e vuole far capire chi, cosa e quanto ci sia dietro a un piccolo brand handmade. Insomma era ora e mi sembra un'opzione fichissima!
A questo punto, già immagino che, se anche tu sei vagamente come me, sarai presa tra la voglia di farlo subito, l'imbarazzo di parlare a una telecamera e il panico di non sapere assolutamente come si fa un video.
Etsy ti spiega le basi e io ti rassicuro in merito, perché se hai uno smartphone vagamente decente è più facile di quello che pensi. Ad esempio, il mio (uno Huawei P8 Lite) ha la funzione time lapse incorporata che mi permette di girare video come questo qui sotto, che ho fatto per la mia amica Caridad e che potrebbe essere un'opzione divertente per la tua pagina Etsy, social o sito:

Se ti senti audace, puoi fare vari video (es. uno di un work in progress, uno di te che racconti qualcosa di te, un altro di te che trotterelli alla posta, un altro di te che ti incazzi con l'impiegato) e montarli insieme. Io ho provato qualche app di video editing e alla fine mi sono fermata con VideoShow (Android base e PRO, iOS) che permette di aggiungere musica, inserire foto nel montaggio, aggiungere degli effetti, il tutto in maniera abbastanza semplice.

Se usi la tua macchina fotografica puoi usare un programma base di montaggio video, io uso Filmora (versione a pagamento) e mi trovo davvero bene, ma ce ne sono tante free, basta ravanare nel web.

Passiamo alle cose serie: cosa raccontare nel video? Quanto farlo durare? Come impostare il tutto?
Io non sono un'esperta di montaggio ma di video ne ho guardati tanti nella mia carriera di navigatrice seriale del web, e questi sono i miei consigli:

1. No ai video lunghi.

Rimani entro i 3 minuti al massimo, che sono anche troppi, a meno che tu non voglia far vedere nel dettaglio un procedimento particolare e affascinante con cui crei i tuoi prodotti. Altrimenti presentati, fai vedere dove lavori, mostra la tua città (sei in Italia e, come ti ho già detto, questo ha un peso per chi compra dall'estero) e mostra come fai quello che fai.

2. No alle slideshow infinite.

Le slideshow sono i video fatti di fotografie che si succedono una dopo l'altra, magari con qualche effetto di quelli ipnotici. La differenza tra foto e video è che le foto sono immagini statiche, se voglio vedere le tue foto vado sul tuo Instagram o Flickr, ok? Mentre i video sono animati, ovvero ci sono cose che si muovono davvero (I know, definizione molto becera di video). Questo tipo di video sono proprio noiosi, quindi al bando, al rogo! Mettici la faccia e la voce, o se proprio sei allergica come me a comparire, fai almeno vedere le tue mani che creano, con il tuo racconto in voice-over.

3. No agli effetti esagerati.

Stelline? Cuoricini? Fade-in fade-out, slide-in slide-out a oltranza? Filtri multicolori? Colonna sonora techno? Font arzigogolati? NO.
Se non hai mai fatto un video, rimani sul semplice, sul minimale, sul buon gusto. Evita tutto il resto, o meglio, riservalo per il video delle vacanze da mostrare agli amici. Non cercare di abbellire, concentrati sull'essenziale: sulla luce e sulle inquadrature e su quello che tu e il tuo brand volete comunicare e raccontare.

Ora giù con qualche esempio di video per prendere un po' di ispirazione:


Irene Renon ci mostra il suo studio con un video semplice e delizioso al tempo stesso:



Ante Kovac mostra i materiali e alcuni step del procedimento per creare le borse della sua linea Researcher's sac:

ANTE KOVAC Researcher's sac from Alexey Pan`ko on Vimeo.

Dick Moby racconta come nasce un paio di occhiali da zero, con una narrazione spiritosa fatta dagli occhiali stessi:
DICK MOBY sunglasses handmade in italy from Dick Moby on Vimeo.

Questi sono solo spunti, l'importante è che tu faccia il video e lo metta sulla tua pagina about di Etsy, sui social, sul tuo blog; non scervellarti sulle complicazioni ma cerca la via più facile, che potrebbe anche essere quella di assumere qualcuno che faccia il video per te.

Consigliami video di brand handmade che ti sono piaciuti particolarmente scrivendo nei commenti qui sotto!

(in progress) Video suggeriti dai lettori:

Giovanna di Jo Handmade Design suggerisce questo video di un artista spagnolo, che racconta con passione la sua attività.


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Già da un po’ mi ronza in testa l’idea di aprire una vetrina al di fuori di Etsy, per vendere i miei prodotti per uomini stilosi senza incorrere nella concorrenza feroce del marketplace più affollato del mondo. Da un paio di mesi ho messo il negozio in pausa per concentrarmi sulla mia attività di consulente e volevo approfittare di questo periodo per fare un po’ di rebranding (cambiare nome! Cambiare logo! Aiut!) e quindi ho pensato potesse essere una buona occasione per esplorare le opzioni a disposizione.
Dove vendere? Quali sono le vetrine e-commerce “migliori”? Come scegliere quella che fa per me? Ho speso un paio di giorni ad aprire negozi finti su quelle più conosciute o che mi sono state consigliate e ho pensato di raccogliere le mie considerazioni su ognuna così da poter essere d’aiuto ad altre sventurate avventuriere nella mia situazione.
Qui sotto trovi una tabella comparativa in cui ho inserito gli aspetti che ho reputato importanti per me, ovvero il costo, la facilità di utilizzo, i tipi di pagamento accettati, i temi (quanti tipi di template grafici sono offerti?), la personalizzazione (quanto posso adattare questi temi al mio brand inserendo il mio logo, le mie immagini e usando i miei colori?) e la presenza o meno di un'app per mobile, dato che per me gestire un negozio in mobilità è oramai una necessità.


E poi le mie considerazioni per ognuno, tranne Scontrino che è una new entry e di cui ho fatto una recensione completa.

BigCartel



Mi pare che BigCartel sia stata la prima piattaforma a fornire il servizio di vetrina e-commerce rivolgendosi proprio ai creativi; ricordo che già qualche anno fa era l'alternativa a Etsy, anche per i suoi costi molto bassi.
Creare una vetrina su BigCartel è molto semplice, il settaggio del negozio è veloce e il negozio è intuitivo da costruire. Mi sembra sia molto adatto a chi ha poco tempo da perdere per capire come funziona una piattaforma e vuole una soluzione pratica e veloce; d'altro canto ha dei limiti per chi vuole iniziare a vendere, perché il pacchetto free ha veramente poche opzioni (solo 5 prodotti!) e quello più costoso (che comunque costa davvero poco) ha un numero limitato di servizi aggiuntivi. Forse potrebbero far pagare di più e rendere il servizio più completo? Comunque sia, nella versione base ci sono pochi temi, la personalizzazione è sufficiente ma limitata (logo, slideshow, colori), mentre la possibilità di cambiare l'HTML è solo per i piani a pagamento, il che mi porta a dire che il piano free è totalmente inutile.
L'unico vantaggio forte che ha BigCartel rispetto alle altre piattaforme di cui ti racconterò più sotto, è che non prende una percentuale sulle transazioni e per questo è molto conveniente se si vende molto, dato che il fisso massimo che si può pagare sono 29,99$.
Lo svantaggio principale è che la app mobile per gestire il negozio è solo per iOS: NOT COOL!

Supadupa 



Supadupa è il mio preferito tra tutti, per questo nome che mi fa ridere e perché ha veramente tante funzioni già nel piano base (tipo: categorie di prodotti, modifica html, URL redirect).
Anche Supadupa si rivolge ai creativi e lo fa proponendo tanti temi gratuiti per la tua vetrina davvero ben fatti per far risplendere qualsiasi prodotto. Nella versione gratuita ha i pulsanti social, i codici sconto, la gestione dei profili di spedizione: insomma si può mettere su un bel negozio con tutto quello che serve senza pagare niente mensilmente MA pagando una percentuale sulle vendite. E qui passo alla nota dolente: Supadupa si piglia una percentuale anche se gli dai il mensile. Peccato, perché mi aveva quasi conquistata, anche grazie al fatto di poter impostare una pagina di lancio per i negozi in costruzione.
Secondo me il vantaggio principale di Supadupa è che è fortemente personalizzabile (colori del tema, immagini, font, slideshow) e ha tante funzioni carucce già nella versione base.
Svantaggio: per i piani a pagamento, si prende una percentuale secondo me altina (ma sempre più bassa di quelle di alcuni marketplace eh!) oltre all'abbonamento. NOT COOL!
[Vedi Gif al punto precedente]


Shopify 




Shopify è invece la piattaforma che mi sta più antipatica, principalmente perché non ha una versione a gratis per iniziare a vendere. Pfff! Ho sborsato i miei quasi 9 euri per provare la versione base (avevo già fatto il trial tempo fa, sic) che però non è una vetrina ma solo un "punto di vendita", ovvero ti da la possibilità di avere magazzino e gestire le vendite sul tuo sito personale, blog o Facebook.
Probabilmente è il meno glamour di tutti, graficamente parlando, ma è orientato a un uso professionale: ha la possibilità di inserire le tasse, personalizzare le notifiche per i vari step d'acquisto, inserire diversi costi di spedizione per diverse zone e diversi formati di pacco.
I pagamenti accettati sono tanti, compresi i Bitcoin, l’assegno bancario e il bonifico, oltre ovviamente a PayPal. Le funzioni che mi sono piaciute: i checkout abbandonati, l’inventario, i codici sconto, le gift card.
Anche lui prende delle percentuali sulle vendite oltre al canone mensile, ma sono più basse di Supadupa (anche perché fa pagare di più al mese!).
Avendo provato il piano base non ho potuto studiare la creazione di una vetrina né capire quanto sia personalizzabile; visto quanto costa spero solo che la risposta sia MOLTO.
Il vantaggio di Shopify secondo me risiede nella vasta gamma di funzionalità che offre, che sono sicuramente ancora più numerose per i piani più costosi. C'è anche la possibilità di prendere il POS per chi vende nei negozi, e già per questo è wow!
Gli svantaggi sono che è un po' complesso da usare, bisogna quindi impiegare un po' di tempo per capire come funziona tutto e richiede un investimento maggiore di danari per avere la vetrina, perché l'offerta base è davvero meh. NOT COOL!
[Come sopra]


Tictail 



(Aggiornato al 20 agosto 2016) Tictail è forse il più divertente: è molto colorato, facile da usare e ha tutte le funzionalità di un negozio e per di più è gratis, più o meno. Aprire il negozio e mettere le inserzioni è gratuito, e nonsi paga niente sulle vendite fatte dai tuoi canali, ovvero le vendite ai clienti che porti tu tramite la promozione via newsletter, Facebook, Instagram, eccetera, mentre per i clienti che arrivano dalla promozione di Tictail, la percentuale sulle vendite è del 10%. Inoltre se vuoi delle funzionalità aggiuntive per il tuo negozio ti prendi degli add-on che sono quasi tutti a pagamento (mensile) e vanno da 0 a 25€, ma secondo me si può fare bene anche senza.
Se sei poco tecnologica, Tictail fa al caso tuo, perché ha un processo guidato che ti porta a costruire il negozio e compilare tutto quello che serve, devi solo cliccare e fare quello che ti consiglia di fare, passo passo. Ha un discreto numero di temi, che purtroppo però non sono personalizzabili in maniera intuitiva ma solo tramite CSS e HTML.
Il vantaggio di Tictail è quindi l'essere totalmente a gratis, senza limite di prodotti da inserire e, ti dirò di più (modalità televendita ON) per ogni prodotto puoi inserire quante foto vuoi! Inoltre ha la app mobile sia per vendere che per comprare per Android e iOS: io questa attenzione per tutti gli utenti l'apprezzo molto, è brutto quando non trovi la app per il tuo sistema operativo, no?
Gli svantaggi di Tictail ad oggi sono due: l'assistenza non è in italiano e, dati i costi bassissimi (se non si vende niente alla fine è gratuita) non risponde o risponde con tempi biblici. Inoltre tutti i clienti già registrati al tuo negozio che tornano a comprare sono considerati acquisiti via Tictail e quindi su quelle vendite pagherai il 10% di commissione, anche se quei clienti li hai portati te al tuo negozio. NOT COOL!
[Sai già]

In conclusione, purtroppo la vetrina perfetta non l’hanno ancora inventata: ognuna ha i suoi vantaggi e svantaggi, e scegliere è davvero duro (apro parentesi per lanciare un messaggio alle startap innovative là fuori: e fatela una vetrina che ha tutto quello che serve, no?).

Tu quale sceglieresti e perché? Raccontamelo nei commenti!

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