Cosa distingue una crafter hobbista da una crafter "di professione"? Scommetto che stai pensando "I quintali di vendite", e invece no, cara mia, le vendite sono una conseguenza.
L'atteggiamento è ciò cosa che distingue questi due profili, e tale atteggiamento si esprime con:

La cura dell'aspetto generale del brand

Se vuoi fare della tua passione creativa una professione, anche se sei solo agli inizi, devi mostrarti professionale, pure se vendi una volta al mese, pure se il tuo lavoro principale è un altro. Come possono i potenziali clienti sapere di potersi fidare di te se presenti loro un negozio online mezzo vuoto, un sito con poche informazioni, delle foto bruttine?
Se non sei tu a crederci per prima, investendo tempo, cura e si, anche un po' di denaro, nella tua attività handmade, perché dovrebbero crederci gli altri?
Sii perfezionista (senza sfociare nel maniacale, perché poi il rischio è non partire mai a forza di perfezionare) e fai in modo che l’immagine che proponi della tua attività, seppure piccola, seppure appena nata, sia quella di grande attenzione per i dettagli. Se fai handmade, è il minimo che ci si aspetta da te!

La cura del cliente

Già l'ho detto altrove più e più volte, ma non fa mai male ripeterlo: il customer care è probabilmente l'aspetto più importante della tua attività e, se stai iniziando, lo è ancora di più. Stra-vizia chi compra da te e anche chi non compra: i tuoi follower sui social, i lettori del tuo blog o della tua newsletter sono le persone che più probabilmente spargeranno la voce su quello che fai, portandoti nuovi clienti.
La gentilezza è sottovalutata, spesso basta davvero poco per far sentire le persone speciali!
Rispondi in tempi brevi o brevissimi, farai capire che consideri questo il tuo lavoro e lo tratti come tale.
Il cliente ha sempre ragione, perché se è contento poi torna e parla bene di te. Anche se ha torto, un cliente scontento può fare tanti danni, oggi più che mai, visto che sui social ci vuole davvero poco a smerdare* un brand.

* termine tecnico.

La trasparenza nella comunicazione

Sii trasparente su come funziona tutto: cosa riceverà esattamente chi compra da te? Com'è il packaging? Entro quanto tempo spedirai? Come si può pagare?
Spiega chi sei, riempi gli spazi bio sui social, scrivi una pagina Chi sono in cui ti racconti per davvero, usa il tuo nome e cognome e non uno pseudonimo.
Quando racconti di te sii onesta, non crearti una personalità fittizia, perché prima o poi i nodi vengono sempre al pettine.

Quali sono i comportamenti che puzzano di mancanza totale di professionalità?

  • vendere sui social e/o tramite email: è macchinoso e, se si usano le ricariche delle prepagate, potenzialmente rischioso per chi compra;
  • foto brutte: non si deve essere dei fotografi ma almeno foto decenti;
  • comunicazione sciatta: non bisogna essere dei copywriter ma almeno l’italiano base
  • rispondere male ai clienti: pure se sono rompini, perché oh, sono clienti
  • il packaging buttato là: è sinonimo di sciatteria dell’anima.

Secondo te quali comportamenti sono sinonimo di professionaltà? E quali invece ne denotano la mancanza?



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Ho inaugurato la mia newsletter lo scorso luglio. Le prime iscritte sono state le mie amiche, pian piano sono arrivate anche altre crafter e altri artigiani, principalmente grazie al passaparola e a Facebook.
All’inizio ero impacciata e anche un po’ imbarazzata nello scrivere le email, perché diciamocelo, entrare nella casella di posta della gente è un fatto intimo, poi mi sono sciolta e ci ho preso gusto, e ora fare le newsletter è una delle mie attività preferite. Preferite nel senso che ho proprio voglia di farle e rido tanto mentre le faccio (daje de GIF!).
Quindi, da luglio a gennaio, gli iscritti sono aumentati un poco per volta; in sei mesi (luglio 2015 - gennaio 2016) ho raccolto 185 iscritti. Pochi? Tanti? Non mi sono mai posta il problema, mi interessava principalmente inviare email interessanti a persone interessate a quello che faccio.
Poi lo scorso 20 gennaio ho seguito un webinar gratuito di Mariah Coz dall’accattivante titolo: 5 ways to double your email list in the next 7 days (5 modi per raddoppiare la tua lista email nei prossimi 7 giorni).
Gulp! Premesso che sono sempre scettica con chi usa questi toni da wowow, vieni che ti cambio la vita in 5 minuti, devo dire che il webinar mi ha dato davvero consigli molto pratici ed attuabili.
Quindi, senza por tempo in mezzo, li ho attuati quasi tutti, il giorno dopo e, guarda, ho raddoppiato la lista nel giro di una settimana. Wowow ci sta.
La mia lista ad oggi conta 408 iscritti.
(Ok, confesso, ho dopato la cosa con un post promosso su Facebook, ma ci stava, no?).

Di seguito trovi tre consigli di Mariah (di cui ti consiglio il corso gratuito per rendere un blog remunerativo che trovi sul suo sito, dà molte informazioni interessanti), preceduti da due più generici e forse ovvi ma che secondo me ti potranno servire.
E nel caso tu ti stia chiedendo se e perché dovresti avere una newsletter, Daniela Scapoli ti spiega tutto benissimo in questo post su C+B.

Ricordare ai follower e clienti che si ha una newsletter

Mi capita spesso di seguire persone che ammiro e di cui amo il lavoro e non sapere che hanno una newsletter. Perché non lo so? Perché non vado ogni giorno sul loro sito, magari il link mi è sfuggito, magari lo hanno detto una volta sui social, ma quella volta non li seguivo ancora, o il loro post non è comparso sulla mia bacheca. Se hai una newsletter e nessuno lo sa, come fa la gente ad iscriversi? Ogni volta che scrivo su Facebook che ho una newsletter qualcuno di nuovo si iscrive.
Potresti ricordarlo anche in calce ai messaggi che invii ai clienti, allertandoli che saranno i primi a sapere dei nuovi prodotti e delle promozioni che farai. Inviare un'email apposita per avvertirli potrebbe non essere una buona idea (ci ho provato, non ha funzionato, troppo spammosa), invece se lo scrivi sul biglietto che invierai con il pacchetto o nella mail di notifica di spedizione potresti spingere chi ha acquistato da te ad iscriversi sull'onda dell'entusiasmo.

Dire “Hey sto preparando la prossima NL” sui social

Mi diverto un sacco a creare le newsletter, quindi condivido sempre questo sentimento avvertendo sui social che la sto scrivendo, magari con una preview del contenuto (nel mio caso sono gif sceme). Funziona: qualcuno si iscrive sempre, la curiosità è un aggancio potente!

Creare un regalo per chi si iscrive

L'incentivo all’iscrizione (detto anche lead magnet) deve essere qualcosa di davvero utile per i tuoi follower e potenziali clienti e, al tempo stesso, non troppo complicato o dispendioso per te da fare, qualcosa che abbia davvero un valore per chi lo riceverà e che spinga all’iscrizione solo persone che rientrano nel tuo target (sennò è inutile, anzi dannoso, vedi articolo di Daniela linkato sopra).
Potrebbe essere un PDF con un tutorial, uno stampabile, uno sconto sostanzioso, una guida con delle dritte su come indossare un oggetto che vendi o su come usarlo in maniera creativa.
Potresti selezionare delle idee regalo per delle occasioni specifiche (San Valentino, Natale, compleanno, anniversario) e per delle tipologie di persone specifiche (amanti dei libri, della tecnologia, della natura, degli animali), e inserire i tuoi prodotti assieme a quelli di altri brand.
Se poi avverti questi altri brand, che sicuramente saranno felici di comparire nella tua guida, potresti ricevere ulteriore pubblicità.
L'importante è offrire qualcosa di davvero utile per i tuoi follower e potenziali clienti, qualcosa che desiderano o di cui hanno bisogno.

Mettere link alla pagina di iscrizione in fondo ai post blog

Sembra banale, ma chi arriva al nostro post, dai social o da una ricerca su Google, non è detto che pensi ad iscriversi alla nostra newsletter. Se invece glielo ricordiamo noi, dopo che è arrivato in fondo a un post che, si spera, lo abbia interessato molto, è probabile che clicchi e si iscriva, sopratutto se prometti di regalargli qualcosa (vedi punto precedente). Se questo qualcosa è correlato al post che ha appena letto, ancora meglio!

Fare l'ospite in blog altrui

Forse ci avevi già pensato, ma di solito il vantaggio percepito è quello di portare traffico al nostro sito o blog. Ma che ci facciamo col traffico? Certo, qualcuno di questi visitatori potrebbe diventare cliente, ma noi non vogliamo solo "clienti", noi vogliamo persone con cui iniziare un dialogo, che diventino parte della famiglia dei nostri brand, vogliamo coltivare delle relazioni durature nel tempo, perché meglio di un cliente mordi e fuggi c'è solo un sostenitore.
Quando facciamo un'ospitata, possiamo mettere nella bio o in calce all'articolo il link alla pagina di iscrizione della nostra newsletter, oltre al link del nostro sito. Possiamo anche offrire un regalo apposito per i lettori del blog ospitante che si iscriveranno alla nostra NL, sarà sicuramente apprezzato da chi ti ospita e un motivo per chi ti legge per iscriversi alla tua NL.

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