È primavera, svegliatevi bambine! Capita anche a te che con l'aria fragrante di fiori appena sbocciati (o in procinto di) e le giornate di sole ti venga quella inusuale voglia di mettere a posto, riordinare, pulire?
A me sì e grido quasi al miracolo. Se sei presa da questa voglia incontenibile, il mio consiglio è: focalizzala sul tuo negozio online.
È il momento buono (ok, è sempre il momento buono, però ora di più) per aggiustare quegli aspetti che sono così così e che forse contribuiscono al funzionamento zoppicante del tuo negozio.
Ti ricordi la checklist del nuovo anno? Dato che è marzo, è tempo di tirare le prime somme e vedere un po' come le cose sono andate in questi primi tre mesi dell'anno.
Tria fuori la calcolatrice e inizia a conteggiare:

  • vendite fatte (dal 1 gennaio 2017)
  • visite al negozio (dal 1 gennaio)
  • numero dei fan (totale su tutti i social, se riesci anche quanti sono aumentati dal 1 gennaio)
  • iscritti alla newsletter (totale e quanti dal 1 gennaio)
  • nuovi clienti (dal 1 gennaio)
  • clienti che sono tornati (dal 1 gennaio)

Come vanno le cose? Se hai aperto da pochi mesi non ti spaventare per i numeri bassi.
Se hai aperto da un po' e pensi "le cose potrebbero andare meglio" ho pensato di creare una checklist (io le amo le checklist, lo avevi notato?) per permetterti di fare un controllo dettagliato dei vari aspetti della tua attività online e, nel caso, risolvere i problemi.
Per ogni area tematica trovi indicazioni sul "come dovrebbe essere" ed eventualmente suggerimenti per migliorare:

Prodotti

  • Hai un prodotto di punta creato / ottimizzato per il tuo cliente ideale?
    Se sì: assicurati di promuoverlo selvaggiamente
    Se no: è tempo di inventarsene uno!
  • I tuoi prodotti sono originali e curati fino all'ultimo dettaglio?
    Se sì: trasmetti queste caratteristiche nel tuo storytelling?
    Se no: tempo di mettersi d'impegno e perfezionare i tuoi prodotti!
  • Quando hai lanciato un nuovo prodotto hai fatto le cose per bene?
    Se sì: e poi che è successo? Hai venduto?
    Se no: il lancio del prodotto è molto importante, bisogna comunicare in diversi step in modo da suscitare curiosità e attesa, e poi, una volta lanciato, continuare a parlarne per raggiungere più persone possibili.

SEO

  • Il negozio è ottimizzato SEO? (pagina chi siamo, altre pagine)
    Se sì: controlla le statistiche del negozio e cerca di capire quali termini di ricerca funzionano meglio. Elimina i termini non usati e sostituiscili con altri più usati.
    Se no: tempo di mettersi sotto e cercare le parole chiave che corrispondono al tuo brand e che i clienti potrebbero cercare per arrivare a un negozio/sito come il tuo. 
  • Le inserzioni sono ottimizzate SEO?
    Se sì: controlla le statistiche e cerca di capire quali termini di ricerca funzionano meglio. Elimina i termini non usati e sostituiscili con altri più usati.
    Se no: investi parte del tuo tempo a cercare i termini di ricerca corrispondenti per i tuoi prodotti!

Fotografia

  • Le foto sono belle?
    Se sì: possono essere migliorate? Raccontano il tuo brand?
    Se no: approfitta dei giorni di luce sempre più lunghi per rifarle tutte. Prova e riprova finché non trovi lo stile più adatto al tuo brand! Non scoraggiarti se non vengono come vorresti al primo colpo.
  • Le foto mostrano il prodotto da ogni lato, dentro e fuori?
    Se sì: ok, bel lavoro!
    Se no: per ogni prodotto mostra i diversi lati e interni / esterni (se applicabile) nonché i dettagli che pensi potrebbero interessare al tuo acquirente ideale (es. tasche, bottoni, trama, cuciture, ecc.)
  • Le foto mostrano il packaging?
    Se sì: ottimo lavoro!
    Se no: fai delle foto del packaging che di solito usi e, se o fai, di quello che potrebbero avere su richiesta (es. per occasioni speciali).

Storytelling

  • La pagina Chi siamo racconta il brand in maniera coinvolgente?
    Se sì: fai comunque delle prove facendo leggere la tua pagina a qualcuno che potrebbe essere il tuo cliente ideale e poi chiedi cosa ha provato.
    Se no: riscrivi la pagina chi siamo inserendo la tua mission, raccontando la tua storia, mettendo la call to action alla fine. 
  • Le inserzioni spiegano com'è fatto il prodotto e danno tutte le informazioni necessarie ai clienti?
    Se sì: fai comunque delle prove facendo leggere le descrizioni a qualcuno che potrebbe essere il tuo cliente ideale e poi chiedi cosa ne pensa.
    Se no: riscrivi le descrizioni facendo attenzione sia alla SEO sia allo storytelling; racconta cosa c'è dietro al prodotto e rispondi a tutte le possibili domande dei clienti.

Customer care

  • La pagina condizioni di vendita è ben compilata?
    Se sì: yeah!
    Se no: ok, fila a scrivere tutto per benino, che è una pagina importantissima! Ci devi mettere tutto quello che accadrà dal momento in cui l'acquirente acquista da te, compresi eventuali disguidi (il pacco non arriva, arriva rotto, ecc.). 
  • Hai un packaging da urlo?
    Se sì: ok è bellissimo, ma è anche in linea col tuo brand e i tuoi valori? Qual è il suo impatto ambientale? Se riesci a ridurlo, meglio per tutti!
    Se no: studia un packaging che parli del tuo brand e sia coccoloso per chi lo riceve. Non devi spendere miliardi, ci sono soluzioni low cost, ma l'importante è che il packaging sia curato!
  • Premi regolarmente i tuoi clienti affezionati con codici sconto o regalini?
    Se sì: funzionano?
    Se no: puoi creare dei codici sconto per i clienti che tornano, per quelli che hanno comprato più di un tot di volte, o per i tuoi follower sui social. Fai una programmazione così da non fare sconti sempre e a tutti, perché allora se diventano la norma non sono più un premo.

Marketing

  • Hai individuato gli argomenti adatti per coinvolgere il tuo seguito sui social?
    Se sì: sono argomenti adatti ad interessare e coinvolgere il tuo target?
    Se no: pensa al tuo cliente ideale e fai una lista di argomenti che potrebbero interessarlo e coinvolgerlo, ovviamente inerenti a quello che fai.
  • Hai fatto il calendario editoriale?
    Se sì: hai visto che bello?
    Se no: tempo di distribuire gli argomenti di cui sopra tra i vari social (blog, Facebook, Instagram) con una cadenza ragionevole per te (blog: una volta al mese? O due? FB e IG: 3-4 volte a settimana?).
  • Hai programmato le campagne pubblicitarie sui social almeno fino a giugno?
    Se sì: brava!
    Se no: se hai in programma eventi, lanci di prodotti o semplicemente vuoi allargare la tua base di follower, puoi pensare di fare dei post sponsorizzati. Bastano pochi euro a volte per far partire bene un post, quindi ti consiglio di sperimentare!

Allora, come stai messa? Quanto lavoro c'è da fare? Inspira per bene il profumo di primavera e mettiti al lavoro! E se pensi di non farcela, io posso darti una mano a capire cosa non va e dirti cosa devi aggiustare, vai alla mia pagina consulenze ;)

Cara crafter, oggi ti parlo di ansia da prestazione, ovvero quell'ansia che attanaglia quando è il momento lanciare un nuovo prodotto, realizzare un sogno, iniziare un nuovo progetto. A te capita mai?

Parlando con amiche e conoscenti creative, mi sembra che quest'ansia sia molto diffusa; sarà che le creative (o le donne? O tutti?) pensano molto, quindi ci ritroviamo avviluppate in questi tornado ansiogeni che ci bloccano e ci impediscono di fare le cose. E se sbaglio? E se non piace? E se e se e se? E daje di insonnia, maldistomaco, capocciate al muro, eccetera eccetera.

Mi è capitato spesso di sentirmi così, di avere in mente un corso o un post, sapere cosa metterci, come strutturarlo, tutto, eppure, blocco totale, non riuscivo a lavorarci su, tenendolo in stallo per eoni.

Come si superano questi blocchi? Come consiglio alle mie amiche, l'ansia si supera con l'azione.
Ti succede mai di dare consigli agli altri che dovresti seguire tu stessa? A me sempre. E quindi ho mosso il q e mi sono messa a fare, perché se la fase di progettazione è infinita il prodotto non parte mai, se non parte non saprai mai se piacerà o meno, se non sai se piace o meno non potrai migliorarlo, se non lo migliori non potrai venderlo come si deve, e quindi finirai sotto un ponte a rubare pezzi di pane alle nutrie.
La lotta all'ultimo tozzo di pane con le nutrie non rientra tra i miei piani (e spero nemmeno nei tuoi), quindi sai che c'è? Muoversi, iniziare, finire, pensare di meno, agire di più, portare a termine i progetti (Finito è meglio che perfetto, no?) perché altrimenti io e te come faremo a conquistare il mondo? Non possiamo mica aspettare di diventare delle vecchie bacucche.

E' in quest'ottica che lanciai l'anno scorso il corso online "Racconta il tuo brand handmade", che ora è diventato un workshop itinerante per l'Italia. L'ho creato per ovviare all'annoso problema del "non so cosa scrivere", quando ti trovi a dover raccontare quello che fai.
Io amo le storie, adoro sapere cosa c'è dietro un brand e dietro un prodotto e quando incrocio le descrizioni stitiche, le bio masticate, i post su Facebook o Instagram #con #solo #inutili #sequele #di #hashtag, muoio un po' dentro, perché so che sono tutte occasioni perse, occasioni per avvicinare il lettore al tuo brand, renderlo partecipe e trasformarlo in un cliente affezionato, insomma quando non racconti il tuo brand come si deve stai buttando un'occasione nel proverbiale

Racconta il tuo brand handmade sarà a Milano il 25 marzo (acquista biglietto) e a Verona il 29 aprile (presto info). Spero di incontrarti!

E poi prometti che farai subito quella cosa che ti mette ansia e che hai paura di sbagliare e, quando l'avrai fatta, lascerai un commento qui sotto per dirmelo, così potremo gioire insieme!


NB. Questo post è estratto dalla newsletter inviata il 16 giugno 2016


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L'annosa questione dei prezzi delle creazioni di chi inizia a vendere o vende da un po' handmade è, appunto, annosa. Era il 2013 quando scrivevo "Alza quei prezzi per favore" per il blog dell'Etsy Italia team, un'accalorata esortazione scaturita dalla frustrazione nel vedere di continuo tante, troppe crafter fare dei prezzi da mercatino di terz'ordine.
A quel tempo gestivo l'Etsy Italia team, di cui ero membro oramai da tre anni. Tante tantissime crafter mi erano passate sotto agli occhi, soprattutto donne, spesso piene di talento, che si svalutavano, sottopagavano e sminuivano vendendo il frutto della propria creatività per due lire due.
A distanza di quattro anni da quel post, posso dire che poco è cambiato: continuo a vedere tante donne (anche uomini, ma di meno) che fanno i prezzi come se stessero rivendendo cineserie e non prodotti artigianali.

Gli errori più comuni nella creazione del prezzo

Quali sono gli errori più comuni nella creazione del prezzo? Ce ne sono tanti e spesso vengono fatti tutti insieme; li ho fatti anche io, quasi tutti. Eccoli qua:

Non consideri tutti i costi

Il valore di un oggetto non risiede solo nella somma delle materie prime di cui è composto. C'è il lavoro, c'è il tempo passato a progettarlo, fotografarlo, descriverlo. Ci sono poi i costi non direttamente imputabili al prodotto ma che tu sostieni per la tua attività: l'affitto del laboratorio, la corrente elettrica per far funzionare gli strumenti che usi e poi il profitto. Non ce lo metti? Come fa la tua attività a crescere? E la quota inconvenienti, così quando si perderai un pacchetto e dovrai rispedire non andrai in perdita. Ancora meglio, fai il business plan! Ti chiarirà davvero le idee.

Pensi di essere il tuo target

Spesso sento dire, "Io a quel prezzo non lo comprerei", riferito a una propria creazione. Breaking news, tu non sei il tuo target, il tuo potere d'acquisto non è quello del resto della popolazione mondiale e per fortuna sulla terra ci sono persone che possono ancora permettersi di acquistare artigianato. Smetti di essere miope e di usarti come unità misura universale per decidere cosa potrebbero o non potrebbero fare gli altri, fai il primo passo per fare un prezzo decente dei tuoi prodotti che ti permetterà di far fiorire la tua attività.

Ascolti le persone sbagliate

La tua mamma ti dice che le tue cose costano troppo, le tue amiche ti dicono che non spenderebbero mai quei soldi per i tuoi prodotti, ai mercatini i passanti fuggono di fronte ai prezzi per loro troppo elevati. Come sopra, loro non sono il tuo target e la loro opinione conta quanto l'asso a denari, ovvero, niente.
A un certo punto dovrai decidere di tapparti le orecchie ed ergere un bel muretto tra te e le opinioni non richieste di persone che non sanno niente di artigianato, business, prezzi o che semplicemente non sono il tuo target.
Tu sei il boss della tua attività, sei tu che decidi quanto guadagnare e a quanto vendere perché sei tu che sai (o dovresti sapere) a chi vuoi vendere.
I mariti e fidanzati di solito invece  consigliano bene. Se tuo marito, tuo fratello o il tuo fidanzato ti dicono di alzare il prezzo, dagli retta!

Non hai fiducia in te stessa

Se hai deciso che vuoi creare un'attività remunerativa a partire dalla tua passione creativa, inizia a ripeterti che sei brava, che ce la puoi fare, che TU VALI (puoi farlo con o senza swoosh di capelli) perché se non sei tu a credere in te stessa e in quello che fai, perché dovrebbero farlo gli altri? Come puoi essere presa sul serio se vendi una borsa di pelle fatta a mano a 30€? O una collana a 5€?
Pubblico questo post nel giorno della festa delle donne e approfitto dell'occasione per dirti che devi essere la prima a credere in ciò che fai, altrimenti puoi tornare a lamentarti sui social di quanto il mondo sia ingiusto, il mondo del lavoro crudele e di quanto niente cambi, mai. Notizia per te: niente cambia se tu non cambi. Ingoia i lamenti, tieni a bada le insicurezze e lavora sodo per quello che vuoi fare.

Non hai la mentalità imprenditoriale

Spesso si inizia a vendere l'handmade per caso, e ci sta. Se però vuoi farne un'attività remunerativa bisogna un po' cambiare il modo di pensare, devi diventare un'imprenditrice e ragionare come tale. Questo vuol dire studiare tanto, diventare familiare con termini come mercato, target, nicchia, business plan, cercare di capire dove vorrai essere tra un anno, tra 5, tra 10. Lo so è difficile, è qualcosa su cui sto lavorando anche io. Non è una cosa scontata né immediata, ci arriverai e quando ci arriverai guarderai indietro e ti dirai: "Va che pirla che ero, che prezzi del cavolo che facevo!".

Avere la mentalità dell'hobbista

Se ti manca la mentalità imprenditoriale è probabile che tu abbia la mentalità dell'hobbista, ovvero pensi che, dato che fai cose che ti piace fare, essere pagata è una minuzia. Controbatto a questa affermazione facendoti notare che, se farti pagare è una minuzia, tanto vale regalare le tue creazioni. In questo modo non farai concorrenza sleale alle altre crafter che invece devono campare di questo lavoro e si ritrovano una concorrenza sleale (la tua) di chi invece non considera tutti i costi dell'avere un'attività artigianale (le tasse!).

Le domande più frequenti riguardo al prezzo sono:

Come si fa il prezzo?

Ci sono varie formule per fare i prezzi, vanno tutte bene, di base l'importante è che tu ne abbia un guadagno e un profitto. Iscrivendoti alla mia newsletter riceverai  un foglio di calcolo con quattro formule per fare i prezzi; una formula è super dettagliata per gli oggetti fatti a mano, una è generica e può essere adattata a vari tipi di prodotti, una è per le opere riproducibili come stampe, cartoline, poster e una è per i dipinti.
Quello che devi sapere è che il risultato della formula è un'indicazione, ovvero ti fa vedere a quanto dovresti vendere per avere un guadagno e un profitto (ovvero coprire le spese, viverci e far prosperare la tua attività); come tutte le indicazioni, puoi modificarla per le tue esigenze e giocarci un po' per adattare il risultato finale al tuo brand e al tuo target.
Se il tuo target è danaroso, puoi alzare i prezzi, se non è danaroso puoi abbassarli (basta che continui a guadagnarci!), però devi comunque fare in modo che il prezzo racconti la storia giusta per il tuo target, come spiegavo nel mio post "4 P per raccontare il fatto a mano".

Prezzo alto o prezzo basso?

In quest'ottica quindi i termini prezzo alto o prezzo basso sono decisamente relativi.
Alto rispetto a cosa? Basso rispetto a cosa? Se fai tutto bene, ovvero, se crei un ottimo prodotto con un mercato e un branding che riesce ad acchiappare il target giusto, il prezzo diventa un fattore marginale agli occhi del tuo acquirente, che non si chiederà nemmeno se è alto o basso ma comprerà da te perché hai saputo cogliere un suo bisogno, hai dimostrato di saperlo soddisfare e gli hai raccontato la storia giusta per coinvolgerlo.
Certo, se fai i lavoretti, se crei prodotti uguali a mille altri e li comunichi anche male, non puoi aspettarti che le persone comprino da te, ma anche in questo caso il problema non è sicuramente il prezzo. Potresti vendere se fai il prezzo più basso di tutti gli altri, però poi guadagneresti davvero qualcosa?
Per l'artigianato non ha senso fare la guerra dei prezzi, perché porta solo a una perdita per tutti, per te che non guadagni, per i tuoi concorrenti costretti ad abbassare i prezzi a loro volta, riducendo i loro guadagni o andando in perdita.
I costi dell'artigianato quelli sono e spesso non si possono ammortizzare: non è che se fai 100 collane fatte a mano ci metti meno tempo di farne una. 10 sedie artigianali moltiplicano solo il tempo e costi necessari per farne una.
Insomma non puoi competere con i prodotti industrali e nemmeno dovresti volerlo fare! La scelta non può essere tra te e H&M, ma nemmeno tra te e diecimila altre crafter che fanno cose quasi uguali alle tue.
Per rendere il prezzo un fattore insignificante nella scelta dell'acquirente devi quindi lavorare sodo sul tuo prodotto e sul tuo brand, indirizzare la tua comunicazione a una nicchia di acquirenti e distinguerti dai tuoi concorrenti. Facile, no? (No).

Riassumendo

Se non guadagni abbastanza o se non vendi, è molto probabile che il problema non sia li prezzo ma tutto il resto: il prodotto, il branding, lo storytelling, la fotografia, la comunicazione. Come fare? Lavora sodo su tutti questi aspetti, pazienta, monitora i risultati, riprova ancora.

E se non riesci a capire? Io posso aiutarti col Total Checkup, l'analisi dettagliatissima del tuo negozio con suggerimenti e soluzioni per migliorare la tua vetrina online.

Come sono i tuoi prezzi?